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Parto in casa: la Regione Lazio approva il rimborso

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di Francesca Rolle il
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Sono sempre più numerose le donne che scelgono di rendere la nascita un evento privato, intimo e familiare, decidendo di partorire in casa. Negli anni, questa è diventata una pratica sempre più sicura e regolata dalle ASL, consentendo, così, alle donne che la scelgono di sentirsi sicure e protette anche in caso di imprevisti. Ora la Regione Lazio, ha approvato anche un rimborso economico da riconoscere alle donne che, partorendo in casa o presso una casa di maternitài, non usufruiscono al 100% del servizio ospedaliero garantito alle partorienti.

Le regole per partorire in casa

Partorire in casa, in Lazio, si può ma occorre attenersi scrupolosamente ad alcune indicazioni. Ecco quali sono i requisiti per il parto in casa:

  • la gravidanza deve essere fisiologica
  • il feto deve essere in posizione cefalica
  • epoca gestazionale compresa tra 37+1 e 41+6
  • gravidanza non gemellare
  • peso previsto del feto compreso tra il decimo e il novantesimo percentile
  • assenza di patologie fetali note
  • insorgenza del travaglio spontanea e colore limpido del liquido
  • presenza di due ostetriche iscritte all’albo di cui una deve avere all’attivo almeno 20 parti extra ospedalieri effettuati negli ultimi 5 anni e la seconda deve avere esperienza di assistenza in ambito di parti extra ospedalieri.

In ogni caso, si dovesse verificare qualsiasi complicazione durante o dopo il travaglio, alla donna e al bimbo è assicurato il trasferimento immediato presso la struttura ospedialiera precedentemente scelta.

Come chiedere il rimborso

Tutte le donne laziali che hanno partorito in casa o in una casa di maternità, hanno tempo 15 giorni dal parto per presentare all’ASL di competenza la richiesta di rimborso corredata dalla documentazione necessaria. I moduli sono scaricabili dal sito dell’ASL.

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