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Parto in casa: il giudizio della SIN

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di Francesca Rolle il
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Il numero crescente di donne che guardano con interesse al parto in casa alimenta il dibattito sulla sicurezza di una pratica che, decenni fa, è stata ritenuta poco sicura, aprendo l’era del parto medicalizzato. Mentre molte ostetriche e mamme si esprimono a favore del parto in casa, a fine anno la SIN si è espressa negativamente in merito.

Parto in casa: gli organi che lo raccomandano

Negli ultimi anni, l’indirizzo di molte associazioni per la sanità mondiale hanno sostenuto che la demedicalizzazione del parto può avere molti benefici. In questa direzione, naturalmente, il parto in casa rappresenta un evento in cui la donna ha la possibilità di partorire in modo naturale e famigliare.
Così, l’OMS, per esempio, ha più volte affermato che, nei paesi in cui partorire in casa è una pratica frequente, il parto a domicilio non presenta criticità e non porta con sè rischi rispetto a quello in ospedale.
Altri importanti organi che si sono espressi a favore del parto in casa sono:

  • L’American College of Nurse-Midwives
  • Il Royal College of Obstetricians and Gynecologists e il Royal College of Midwives
  • L’Australian College of Midwives 

Il parere avverso della SIN

Pur condividendo l’impegno per la demedicalizzazione del parto, la SIN (Società Italiana di Neonatologia) considera il parto in casa, in Italia, ancora una pratica rischiosa.
Per esempio, viene sottolineato come, in caso di emergenza, materna o neonatale, possa essere difficile raggiungere un centro di terapia intensiva neonatale.
Dunque, la direzione verso cui intende andare la SIN è quella di rendere il parto un evento sempre più intimo e naturale da vivere, però, in un ambiente medicalizzato per non correre alcun rischio.

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