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Parto con la tecnica VBAC sempre più frequente in Italia

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di Francesca Rolle il
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In Italia sono sempre meno le donne che rinunciano a priori ad avere un parto naturale dopo un cesareo. Grazie alla tecnica VBAC, infatti, è possibile tentare di partorire naturalmente anche se, in passato, si è state sottoposte ad un taglio cesareo.

Partorire con la tecnica VBAC

Fino a qualche anno fa il destino delle mamme che avevano il primo figlio con un parto cesareo sembrava segnato: tutti i successivi, eventuali, parti, sarebbero stati dello stesso tipo. Quasi nessun ginecologo si assumeva la responsabilità di proporre un parto naturale ad una donna che aveva già, in passato, subito un parto cesareo. Inoltre, di conseguenza, in genere, queste donne non potevano pensare di avere più di due figli perchè il terzo parto cesareo era, ed è ancora in molti casi, ritenuto troppo rischioso.
L’acronico VBAC sta per Vaginal Birth After Cesarean, ovvero, in italiano, un parto naturale che segue un precedente cesareo. Al VBAC, molti ginecologi fanno precedere il così detto travaglio di prova.

Quando il VBAC non è consigliabile

Oltre alle controindicazioni classiche che riguardano tutti i parti naturali in genere, per quanto riguarda il VBAC ce ne sono di specifiche, ecco le principali:

  • Aver già subito tre o più tagli cesarei
  • Essere già state vittime di rotture uterine
  • Presenza di cicatrici all’utero in senso longitudinale o a forma di T

Dove è possibile praticare un VBAC

Chi desidera sottoporsi ad un travaglio di prova, deve rivolgersi a strutture di primo livello, ovvero ad ospedali in cui sia possibile:

  • Accedere direttamente in sala operatoria e in sala rianimazione
  • Disponibilità di un anestesista 24/24 ore
  • Avere disponibilità immediata di sacche di sangue
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