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Parto cesareo: con il metodo Stark è più dolce

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di Elisa Pessina il
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Con il metodo Stark, nuova tecnica chirurgica sempre più diffusa in Italia, si vuole ridurre al minimo il trauma delle donne che si sottopongono al cesareo, rendendo quindi l’intervento meno doloroso, invasivo e più rapido.

 

I dati parlano chiaro: l’Italia è primatista in Europa per il numero di parti cesarei effettuati anche quando il parto naturale sarebbe assolutamente sicuro. Nonostante ciò, pare che la rotta stia cambiando e che ci siano segnali incoraggianti di un calo, sebbene lento, della suddetta pratica chirurgica, in favore di un ritorno ad un parto naturale. Benchè infatti, siano molte le donne che preferiscono sottoporsi ad un cesareo piuttosto che affrontare un parto naturale – decisione che spesso provoca fortissime critiche da parte di esperti e non solo, non ultimo il caso del gruppo su facebook che stigmatizzava le donne cesarizzate come“pigre” – tale tipologia di parto è a tutti gli effetti un intervento chirurgico piuttosto invasivo.

Oggi però, grazie agli aggiornamenti in campo medico, il parto cesareo può essere affrontato dalle pazienti in modo più “dolce” grazie sia all’innovativa tecnica chirurgica affrontata, chiamato metodo Stark, che all’assistenza operatoria, maggiormente orientata ad“umanizzazione” del parto cesareo, garantendo alla partoriente un’esperienza della nascita del bambino più vicina alle sue aspettative. Il cesareo dolce è quindi possibile grazie al metodo Stark, che prende il nome dal medico chirurgo ginecologo israeliano Michael Stark che l’ha messa a punto e che rispetto al taglio cesareo classico, presenta alcuni vantaggi:

  • minor dolore della mamma;
  • minimo danno ai tessuti;
  • rapido recupero post-operatorio;
  • rapida ripresa dell’attività intestinale e dell’alimentazione;
  • tempi del personale medico dimezzati, al massimo 30 minuti.

Ma cosa avviene nello specifico al momento dell’incisione? Il taglio, di circa 2 cm di lunghezza, viene effettuato appena sopra la zona pubica. Il medico procede poi all’apertura dell’addome e dell’utero con il solo uso delle dita, dividendo manualmente le fibre, di modo che si aprano lungo le linee di cedimento naturali. In questo modo i tessuti sono meno danneggiati e c’è bisogno di pochissimi punti di sutura. Per rendere la cicatrice meno vistosa, la ferita viene richiusa con una sutura intradermica, cioè senza alcun punto di sutura esterno, da dover rimuovere dopo una settimana. Grazie a questa tecnica il tempo passato dalla partoriente in sala operatoria diminuisce notevolmente. Non solo, si riduce la perdita di sangue, il dolore e i danni ai tessuti, assicurando una ripresa più veloce ed una cicatrizzazione più semplice .

Insomma un importante passo in avanti rispetto al passato quando era utilizzata esclusivamente la tecnica di Pfannenstiel. Essa prevedeva un’incisione orizzontale di circa 10 centimetri all’altezza della parte superiore del pube, un taglio degli strati della parete addominale, lo scollamento della vescica con le forbici e il suo spostamento fino ad arrivare all’utero per estrarre il bambino. L’utero veniva poi suturato a strati: prima la parete e poi il peritoneo, riportando la vescica alla sua sede originale. Successivamente veniva cucito a strati il tessuto addominale, mentre la pelle suturata con punti in seta o metallici. Il tutto per una durata di circa 45 minuti.

Come accennato all’inizio il cesareo più dolce è reso tale anche grazie all’ambiente più confortevole in cui la partoriente viene a trovarsi nel momento dell’operazione:

  • L’anestesia è epidurale o spinale (se non si tratta di un cesareo di emergenza, durante il quale l’anestesia è per forza generale) per garantire una partecipazione della neo-mamma, velocizzare la ripresa e consentire l’allattamento al seno immediato;
  • Alcuni ospedali si stanno attrezzando per far sì che anche durante un parto cesareo il papà o un parente della mamma possa assistere al parto cesareo. In alternativa alcuni ospedali programmano che il partner possa accompagnare la mamma in sala operatoria fino a poco prima dell’intervento;
  •  La mamma con il cesareo dolce può vedere il proprio bambino appena nasce al fine di agevolare subito il bonding, quel contatto materno fondamentale per mamma e bambino;\
  • Grazie all’analgesia epidurale la mamma può da subito allattare il bimbo proprio come nei parti spontanei, fin nei primi minuti di vita;
  • Dopo l’intervento la mamma può da subito alzarsi e alimentarsi.
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