Non rimango incinta

Non rimango incinta: è colpa dello stress?

Foto del Profilo
di Carla Pistone il
Commenti (0)

Lo stress è capace di condizionare la nostra vita e provocare danni biologici tra cui l’infertilità.

Lo stress è uno stato più o meno prolungato di tensione nervosa, dovuto o accompagnato da preoccupazioni continue e da pesanti pressioni emotive. I fattori scatenanti possono essere di varia natura e vanno dai ritmi di vita troppo frenetici e dalle difficoltà nelle relazioni interpersonali fino alla cattiva alimentazione, alla carenza di esercizio fisico e all’insoddisfazione, alla rabbia e alla ripetitività priva di stimoli del vivere quotidiano.

Tutti questi impulsi negativi, se particolarmente intensi o prolungati nel tempo, possono provocare effetti negativi sulla nostra salute, come ormai comprovato anche in campo medico-scientifico. Secondo le stime infatti, più della metà dei disturbi e delle malattie – anche quelle più serie – è correlata allo stress eccessivo.

Stress e infertilità

Non fa eccezione l’infertilità, sia primaria che secondaria. Non tutte le donne affaticate o persino in preda all’esaurimento psicofisico hanno difficoltà a rimanere incinte, tuttavia ormai il ruolo dello stress nell’infertilità è ampiamente riconosciuto. La risposta fisiologica allo stress infatti coinvolge in primo luogo l’ipotalamo, una struttura anatomica che si trova tra i due emisferi cerebrali  e che controlla le manifestazioni fisiologiche come il sonno, l’appetito e la sete, la pressione arteriosa, la temperatura corporea  e non ultime la libido e la riproduzione. L’ipotalamo infatti è la sede in cui si verificano le connessioni tra il sistema nervoso centrale e il sistema endocrino – gli ormoni – che presiede alle funzioni riproduttive.

Quindi, quando l’ipotalamo è colpito da perturbazioni esterne – i fattori di stress – gli organi riproduttivi sia maschili che femminili possono assumere facilmente il ruolo di “bersaglio”, con il risultato di compromettere temporaneamente la fertilità e di innescare un circolo vizioso che inizia con l’infertilità da stress e finisce con lo stress da infertilità.

Da questo punto di vista è interessante osservare come in moltissimi casi una coppia riesca a concepire subito dopo aver fatto domanda di adozione, cioè dopo essersi sbarazzata di tutti gli effetti negativi dello stress da infertilità.

Le strategie antistress

Esistono vari modi di approcciarsi al problema dello stress per tentare di risolverlo ed eliminare i suoi effetti nefasti. Il primo è l’approccio comportamentale, che comprende vari metodi di rilassamento muscolare, meditazione, training autogeno e biofeedback training, una metodologia psicoterapica che stimola il soggetto ad assumere il controllo del proprio comportamento.

Un altro approccio sfrutta la capacità umana di costruire modelli mentali sulla base delle percezioni e delle esperienze pregresse, che ci servono per interpretare e per reagire alle situazioni nuove. Evocare immagini interiori positive, legate a passate esperienze gradevoli, fa quindi in modo da indurre uno stato d’animo positivo e rilassato, neutralizzando momentaneamente  gli effetti dei fattori di stress.

Lo stress positivo

Il fatto che la possibilità di neutralizzare lo stress sia soltanto temporanea non significa che il problema è irrisolvibile in via definitiva, ma soltanto che lo stress fa parte della nostra fisiologia e quindi è sbagliato tentare di eliminarlo completamente. In effetti lo stress, di per sé, non è affatto patologico, ma può avere una connotazione positiva al punto di poter parlare di eustress – lo stress “buono” – in contrapposizione al distress, lo stress “cattivo”. L’eustress è indispensabile per fronteggiare la vita e si manifesta sotto forma di risposta alle stimolazioni ambientali più costruttive e interessanti. La stessa gravidanza può rientrare nella categoria dei fattori di eustress.

Lo stress diventa dunque patologico solo quando la stimolazione esterna è talmente intensa o prolungata da risultare preponderante rispetto alle risorse interne che abbiamo a disposizione per farvi fronte.

Si dice che le persone che si assumono ogni giorno la responsabilità di gestire la propria vita siano invulnerabili allo stress negativo. Poiché ne abbiamo il potere, allora, tra eustress e distress scegliamo il primo, e se lo desideriamo mettiamo in cantiere un bambino.

Loading...
Hai trovato utile questo articolo?
VOTA

Commenti

commenti