Salute

Neonato ad alta quota: sì o no?

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di Michela Gregoris il
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Quest’anno avete optato per la montagna come meta di vacanze, perché con un bimbo piccolo vi è sembrata un’idea migliore per fuggire al gran caldo rispetto al mare, o perché la montagna è da sempre la vostra meta prediletta: come comportarvi a quote più elevate con un neonato?

Sembra non esserci molta chiarezza riguardo ai rischi esistenti o meno nel portare un neonato a quote alte. A dire il vero, i rischi che corrono i bambini sono più o meno gli stessi degli adulti: quando andiamo in montagna a quote piuttosto elevate il nostro organismo reagisce con sintomi più o meno marcati all’acclimamento necessario per abituarsi all’ambiente esterno, che risulta modificato. Il problema nei neonati è che eventuali disturbi, fastidi, dolori di vario genere sono difficili da vedere perché il piccolo non è in grado di esprimerli.

Alcuni tipi di modifiche comportamentali si possono riscontrare comunemente quando si fa cambiare ambiente al neonato e non dovrebbero destare particolari sospetti: inappetenza, scarsa voglia di giocare, sonno irregolare possono essere dovuti semplicemente al fatto che il bambino non è più in un ambiente conosciuto e magari è stato sottoposto allo stress di un viaggio più o meno lungo, a cui ancora non è abituato.

Ma per quanto riguarda la montagna nello specifico, gli esperti sono concordi nel dire che a quote inferiori ai 2000 metri non si riscontrano pericoli per i neonati, soprattutto se si tratta di gite giornaliere. Comunque, è bene tenere presente alcune raccomandazioni nel caso desideraste portare ad alta quota i vostri bambini. Innanzi tutto la salita deve procedere lenta, in modo che il bambino possa abituarsi gradualmente al cambio d’altitudine, che influisce sulla respirazione: è proprio l’ipossia (carenza d’ossigeno), infatti, la principale causa dei disturbi del sonno di cui il neonato può soffrire, in particolare la prima notte che trascorre ad alta quota.

Un altro fattore da tenere presente è l’equipaggiamento dei genitori: è bene che mamma e papà stiano attenti ad avere sempre la possibilità di idratare il loro bambino anche durante le escursioni, per evitare problemi legati a questa mancanza. Inoltre, è vero che durante un’escursione in montagna potreste ritrovarvi in luoghi non così a portata di strutture ospedaliere, nel qual caso eventuali problemi del bambino potrebbero non essere sottoposti a uno specialista in modo tempestivo: per questo è bene che i genitori prima della partenza si assicurino di poter avere a disposizione le strutture adatte a eventuali cure mediche in caso di emergenza.

Tenendo conto di questi accorgimenti, senz’altro portare un neonato ad alta quota può essere fatto con una certa tranquillità. In particolare, se i genitori sono abbastanza esperti di escursioni in montagna è più facile che riconoscano tempestivamente eventuali disturbi. Magari è meglio evitare di andare in zone sconosciute, e prediligere mete affrontate già più volte che possano dare a mamma e papà una maggiore sicurezza in caso di emergenza.

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