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Neonati prematuri a rischio diabete

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di Michela Gregoris il
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Uno studio avrebbe rivelato che, rispetto ai neonati a termine, i bebè prematuri hanno maggiori possibilità di presentare più elevati livelli di insulina nel sangue e di sviluppare il diabete una volta adulti.

La ricerca, condotta da Guoying Wang della Bloomberg School of Public Health di Baltimora, e pubblicato sulla rivista Journal of American Medical Association ha coinvolto più di mille bambini nati fra il 1998 e il 2010 che sono stati seguiti per un arco di tempo che va dal 2005 al 2012. A questi neonati è stato misurato il livello di insulina nel sangue alla nascita e nel corso della prima infanzia. Minore era l’età gestazionale alla nascita maggiore risultava essere il livello di insulina: insomma, un rapporto inversamente proporzionale che, secondo gli scienziati, è una prova  del fatto che i neonati prematuri rischino di più di incorrere nel diabete di tipo 2 (caratterizzato da una insilino-resistenza) in età adulta.

Il dato risulta essere allarmante considerato che il numero dei parti pretermine sembra essere in aumento: negli Stati Uniti, un parto su nove avviene prima delle 40 settimane.

Non è ancora ben chiaro quale sia il collegamento fra parto pretermine, problemi metabolici e diabete di tipo 2, sarebbe dunque importante poter ricorrere a una prevenzione precoce: per questo gli studiosi ritengono essenziale dare un impulso a nuove ricerche in questo senso, che diano la possibilità di trovare le giuste strategie per evitare l’insorgere di disturbi metabolici che provochino insulino-resistenza e, potenzialmente, il diabete di tipo 2, strategie che andrebbero quindi seguite già nelle primissime settimane di vita se non addirittura durante la gestazione.

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