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Neomamma perfetta in 10 mosse

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di Mara Martini il
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E adesso che faccio?” È questa la prima domanda che ci si pone appena tornate a casa con in braccio il fagottino. In ospedale, o in clinica, anche le mamme che optano per il roomingin possono contare sull’aiuto di infermiere e puericultrici che le istruiscono su come “maneggiare” il neonato. Ma una volta a casa, alla prima “lacrima” del loro cucciolo è normalissimo che vengano assalite da paure e incertezze.  

Ma fare i genitori è una cosa naturale e, allo stesso tempo, è un lavoro che si apprende sul campo. Quindi, per prima cosa, è bene rilassarsi e riposare più che si può, e poi… può essere utile procedere “per punti”.

1. Coinvolgere il papà – ad esempio nel bagnetto, nei cambi-pannolino etc… È forse la prima, fondamentale, tappa di questo nuovo percorso, e produce un triplice beneficio: 1) favorisce la nascita precoce di un rapporto diretto fra neonato e figura paterna; 2) Fa sì che il marito/compagno non si senta escluso; 3) permette alla mamma di delegare parte del lavoro.

2. Non pretendere troppo da sé stesse. Darsi il tempo per imparare. Non essere frustrate e non rimproverarsi se non si è “mamme perfette” dal primo giorno.

3. Assecondare i tempi del neonato. Tutto deve procedere nella maniera più naturale possibile. In linea di massima, nessuno sa meglio del piccolino quando e quanto mangiare, quando dormire o stare sveglio e così via.

4. Limitare le visite di parenti e amici – almeno per i primi tempi quando si ha bisogno di recuperare le energie

                                                  ma, allo stesso tempo:

5. Chiedere aiuto a familiari, parenti o amici stretti, se la mamma ha un calo psico-fisico e il papà non riesce da solo a far fronte a tutte le incombenze del caso.

6. Sostenersi a vicenda. Non solo per l’aspetto pratico, ma anche – e soprattutto – dal punto di vista emotivo. Trovare nel partner un sostegno quando si avverte il bisogno di sfogare la propria stanchezza e i propri sentimenti negativi, può aiutare a superare più rapidamente il momento.

7. Ritagliarsi dei momenti tutti per sé. La neomamma deve cercare di coltivare il proprio benessere, dedicandosi ad attività rilassanti o di svago. Una volta che si è “preso il ritmo” con il nuovo ruolo di mamma, si potrà chiedere al papà, ai nonni o alla baby sitter di tenere il piccolino per qualche pomeriggio a settimana, e approfittarne per andare dal parrucchiere, in palestra, a fare shopping, a spasso con le amiche… Farà bene all’umore e all’equilibrio psico-fisico, e ne trarranno senz’altro giovamento anche il papà ed il bebè.

8. Allo stesso modo, è opportuno concedere al partner qualche ora di libertà per ricaricarsi e “staccare” dalla nuova routine.

9. Non far dettare al nuovo arrivato il ritmo sonno-veglia di tutta la famiglia. È consigliabile che i neogenitori non stravolgano i loro ritmi circadiani in funzione dei pisolini del bimbo: se è giorno e il bebè ha necessità di dormire, non bisogna oscurare i vetri, smettere di guardare la tv ed eliminare tutti i rumori in casa (a meno che anche mamma e papà sentano il bisogno assoluto di addormentarsi per recuperare una notte in bianco); anzi, bisognerebbe abituare i bambini a prender sonno anche in condizioni non esattamente “soporifere”.

10. Infine, non smettere di coccolarsi. Il fatto che la famiglia si sia allargata non deve far dimenticare alla mamma (ma anche al papà) che… esiste una coppia! Una volta che la neomamma si sarà ripresa dalla stanchezza e dal puerperio, quindi, è bene non aspettare troppo prima di ricominciare a creare nuove occasioni di intimità con il partner

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