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Nascite premature e incubatrice

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di Veronica Guin il
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I bambini cosiddetti prematuri sono quei bambini nati prima della 37ª settimana di gestazione (una gravidanza a termine, in genere, è di 40 settimane), o che presentano un peso alla nascita inferiore ai 2 kg. Le cause che possono provocare un parto pre-maturo sono svariate. Può essere indotto da anomalie uterine, malattie croniche come diabete e ipertensione, infezioni dell’apparato genito-urinario, consumo di sigarette, alcool e droghe durante la gravidanza, gravidanze gemelleri, problemi della placenta (distacco, rottura o placenta previa), troppo liquido amniotico o troppo scarso, predisposizione ad avere aborti o parti prematuri. I problemi più comuni, nei casi di nascita pre-termine, sono quelli di salute. Infatti, i bambini prematuri hanno più difficoltà a sviluppare anticorpi in quanto il loro sistema immunitario non è perfettamente sviluppato e sono quindi più a rischio di infezioni. Inoltre, possono soffrire di crisi di apnea, difficoltà respiratorie, anemia, ittero e reflusso gastro-esofageo.

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Quando un bambino nasce prematuro ha bisogno di attenzioni particolari e cure specifiche, onde evitare che la sua salute venga inevitabilmente compromessa. A seconda della gravità della sua situazione, il bambino viene quindi messo in incubatrice o in una culla termica ( un lettino sopra il quale viene posta una fonte di calore). Entrambi servono a ricreare le condizioni ottimali di sterilità, calore e umidità presenti all’interno del ventre materno. A causa del loro peso eccessivamente basso, per la mancanza di sufficiente grasso corporeo, i neonati prematuri non sono in grado da soli di mantenere la propria temperatura e un eccessivo raffreddamento rischierebbe di danneggiare irreparabilmente le funzioni vitali, come il respiro e le difese immunitarie. La posizione del bambino viene costantemente monitorata per controllare la respirazione e prevenire il rischio di rigurgiti e vomito. In caso di difficoltà respiratorie viene utilizzato un sondino e dei ventilatori meccanici per favorire l’espansione polmonare e, nei casi più gravi, il neonato viene alimentato per via endovenosa. Nei primi giorni di vita vanno somministrati al bambino acqua, zuccheri, calcio e sodio, per passare poi al latte, preferibilmente materno.

Sempre più spesso, appena il bambino ne è in grado, si cerca di favorire l’allattamento al seno tramite marsupio-terapia, un metodo assistenziale nato in Colombia che viene adottato con i neonati di peso molto basso ed ancora in incubatrice, che consiste nel metterlo nudo sul seno materno, a diretto contatto con la cute calda della madre, per un tempo prestabilito e sotto costante controllo, in modo da favorire il rapporto madre-figlio e che influenza positivamente lo sviluppo neurologico e psicologico del piccolo. Il latte materno è più ricco di proteine, sali, acidi grassi e anticorpi che rafforzano il sistema immunitario del neonato. Per i primi 15 giorni comunque, si cerca di integrare il latte materno con proteine e sali minerali che apportano al neonato il giusto fabbisogno energetico.

Di solito i bambini nati prematuri rimangono in incubatrice fino a che non raggiungono una temperatura corporea di circa 37 gradi centigradi e un peso di circa 2/ 2,5 kg. È impossibile sapere con certezza come andrà quando si tratta di nascite premature, ma grazie alle moderne tecnologie mediche e alle cure costanti c’è molta più speranza rispetto al passato che un bambino nata prematuro riesca a sopravvivere e a crescere in modo costante.

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