La coppia post parto

Mamma che sonno!Strategie per non “scoppiare” di insonnia

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di Francesca Rolle il
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Finalmente a casa col bambino. Tutto sembra pronto e perfetto per la vita in tre ma, quando il bambino non dorme, la coppia può essere messa davvero a dura prova e la fiaba può trasformarsi in un incubo. L’arrivo di un nuovo membro in famiglia è sempre uno stravolgimento per la coppia ma, quando il nuovo arrivato costringe i genitori a ripetute notti in bianco, mamma e papà possono arrivare a mettere in discussione il proprio rapporto.

Cosa succede alla coppia quando le notti sono tutte bianche

Diciamo la verità: ci sono bambini che arrivano in punta di piedi e altri che fanno il loro ingresso in famiglia con i carri armati. Quelli che entrano con discrezione sono i classici neonati che mangiano e dormono, gli altri sono quelli così detti “ad alto contatto”, quelli, cioè, che hanno bisogno di stare sempre attaccati al seno, che dormono in modo frammentato e che soffrono di coliche e reflusso gastroesofageo.

Se, di fronte ad un bambino che mangia e dorme, comunque la coppia è costretta a rivedere molte delle proprie abitudini e delle proprie dinamiche, perchè un neonato è comunque una nuova entità che necessita di tempo e attenzioni, un bambino che dorme poco può diventare davvero un problema per una coppia poco solida. La notte non è più tempo di riposo ma diventa teatro di passeggiate, dondolamenti, contenimento di urla e pianti, biberon da scaldare e riscaldare e, alla fine, di disperazione. Se una donna si ritrova sola a gestire un neonato molto esigente non può che covare odio e rancore verso un compagno che si rifiuta, con mille scuse, di supportarla e si rifugia in un’altra stanza a dormire. Anche una coppia che collabora, però , alla lunga, può andare in crisi perchè la stanchezza rende meno tolleranti e meno obiettivi e, così, la litigata è sempre dietro l’angolo.

Qualche consiglio per restare complici in mezzo alle difficoltà

Nessuno dice che sia facile ma rimanere affiatati nonostante la stanchezza è possibile se si mettono in atto alcuni atteggiamenti, pratici e mentali, eccone alcuni:

  • Ricordare che il bambino crescerà, che si tratta di una fase passeggera e che, presto, si tornerà a riposare;
  • Dare fiducia al compagno e approfittare della sua presenza per riposare quando è possibile;
  • Organizzare dei turni. Ad esempio, decidendo che una notte uno resta col bambino e l’altra va altrove a riposare. Oppure dividersi ogni notte, stabilendo che uno andrà a dormire e si sveglierà presto e l’altra riposerà nella seconda parte della notte;
  • Dirsi le cose in faccia, anche le peggiori, durante la notte e darsi il buongiorno col sorriso il mattino seguente, anche se le occhiaie sono più grosse della tazza di caffè e latte. Creare, cioè, una specie di zona franca notturna dove tutto è concesso ma perdonato la mattina seguente.
  • Se proprio, tra un risveglio e l’altro del piccolo non si riesce a riprendere sonno, cercare di impiegare al meglio il tempo, ad esempio facendo l’amore!
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