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Malattie infettive in gravidanza: quanto sono pericolose?

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di Michela Gregoris il
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Contrarre malattie infettive durante la gravidanza può essere molto pericoloso per il feto: in caso di infezione, è importante capire a quale epoca gestazionale essa risalga. I primi tre mesi di gravidanza rappresentano il periodo più a rischio, perché in caso di contrazione di malattie infettive, il virus o batterio che le causa può contagiare il feto, se riesce ad attraversare la placenta (cosa che per fortuna non sempre avviene), aumentando i rischi di aborto o di malformazioni a carico del nascituro.

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Le analisi di laboratorio durante i mesi di gravidanza servono proprio a tenere sotto controllo gli anticorpi della madre e stabilire se ci sia contagio, più naturalmente tutte le regole di prevenzione sulle quali è bene informarsi per evitare di contrarre questo tipo di malattie. In presenza di malattia infettiva, sarà invece l’amniocentesi a permettere di verificare lo stato di salute del feto, mentre solo l’ecografia può scongiurare la presenza di malformazioni. Vediamo nel dettaglio le principali malattie da tenere sotto controllo.

La toxoplasmosi

Ogni futura mamma ha imparato a conoscere questo termine e il temibile Toxoplasma Gondii, il microorganismo che la causa. Se la gestante ha contratto il virus in passato possiede già gli anticorpi necessari a combatterlo e non ci sono problemi. Se invece non è immune dovrà prendere i giusti accorgimenti: evitare carni poco cotte, lavare con accuratezza le verdure, massima igiene dopo il contatto con i gatti (portatori del virus) e il contatto con il terreno. In genere la toxoplasmosi è asintomatica, quindi soltanto gli esami di laboratorio potranno dire se la gestante è immune o meno. Se contratta nei primi tre mesi di gravidanza può avere gravi effetti sulla salute del nascituro, (idrocefalia, calcificazione cerebrale, ritardo mentale) mentre i rischi diminuiscono con il passare delle settimane.

Citomegalovirus

Un virus meno conosciuto della toxoplasmosi, ma molto diffuso fra gli adulti e quasi sempre asintomatico. L’eventuale trasmissione al feto attraverso la placenta, che però non sempre avviene, non causa malformazioni ma può provocare altre gravi malattie agli organi del bambino (microencefalia, sofferenza epatica). Se invece il bambino contrae la malattia dalla madre può morire entro pochi mesi dalla nascita. Essendo, come detto, solitamente un virus asintomatico, la gestante dovrà sottoporsi periodicamente al controllo degli anticorpi CMV.
Seppur tenendo sotto controllo ecografico il feto non si presentino malformazioni o problemi evidenti, non è escluso che, in caso di infezione, il bambino alla nascita non presenti qualche problema soprattutto oculari o uditivi.

La rosolia

Si tratta di una malattia che normalmente si manifesta con sintomi molto lievi, ma che se contratta nei primi tre mesi di gravidanza può portare a gravi conseguenze per il feto. I maggiori danni fetali che il virus può causare sono problemi agli occhi (glaucoma, cataratta) sordità, malformazioni cardiache. Inoltre, aumenta il rischio di aborto nelle prime settimane di gravidanza. Se contratta oltre le 16-17 settimane di gestazione, i rischi diminuiscono. Invece una donna che possiede già gli anticorpi contro questo virus, se esposta nuovamente all’infezione non corre alcun rischio, e tantomeno il feto. Se una donna non è vaccinata né immune perché non ha mai contratto il virus in precedenza, sarebbe bene che si sottoponesse al vaccino almeno tre mesi prima di cercare di restare incinta, in modo da scongiurare ogni pericolo.

La varicella e il morbillo

Succede molto di rado che vengano contratte durante la gravidanza, ma se ciò avviene nei primi tre mesi si ha un rischio aumentato di aborto o di malformazioni fetali nel caso della varicella, mentre è raro che il morbillo si trasmetta anche al feto. Nei mesi successivi, invece, le conseguenze non sono più così gravi, perché in questo caso la madre riesce a trasmettere al bambino i suoi anticorpi. Sia varicella che morbillo, se contratti a pochi giorni dal parto, possono manifestarsi anche nel bambino nei primissimi giorni di vita, perché non è riuscito a ricevere dalla madre gli anticorpi, ma soltanto il virus.

La parotite o orecchioni

Un’altra malattia dell’età infantile che raramente si contrae in gravidanza, ma che se contratta nel primo trimestre può aumentare il rischio di aborto. La somministrazione di anticorpi in gravidanza contro questa malattia è però sconsigliata.

 

 

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