Psicologia infantile

Lutto in famiglia: la consapevolezza della morte nei bambini

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di Daniela Bottarelli il
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I bambini piccoli sono consapevoli che la morte è una cosa misteriosa ed è qualcosa di cui hanno paura di parlare.

Essi si pongono tre domande fondamentali sulla morte:

  • Che cosa accade quando una persona muore?
  • Che cosa provoca la morte?
  • Quanto dura?

Il concetto di lutto e di perdita nel bambino subisce varie trasformazioni nel corso del tempo.

All’inizio attribuiscono la vita a tutto ciò che si muove: ad esempio, un bambino piccolo potrà attribuire la vita ad un orologio, poiché le lancette si muovono. Verso gli otto anni cominciano a limitare la definizione di vita a piante ed animali. Allo stesso modo, i bambini in età prescolare associano la morte all’immobilità. Alcuni di essi hanno paura dell’ora di andare a letto perchè pensano che il sonno sia la morte e rimangono sconcertati quando un animale morto rifiuta di svegliarsi. Tra i sette ed i nove anni i bambini cominciano poco a poco a rendersi conto che la morte è una drastica metamorfosi del corpo, ma non comprendono ancora che la morte è parte naturale del ciclo vitale. Invece possono impersonificare la morte con un fantasma, uno scheletro. A nove anni di solito i bambini diventano consapevoli che la morte si verifica naturalmente per tutti gli esseri viventi.

Può essere difficile parlare ai propri figli dell’irreversibilità della morte. A 3-5 anni, i bambini reagiscono come se la morte fosse un fatto temporaneo, considerandola come un qualcosa di reversibile, una partenza, una condizione di sonno. Si aspettano che i morti tornino da loro. Verso il decimo anno d’età i bambini hanno fatto sufficienti progressi nel loro pensiero per capire che la morte comporta una drammatica trasformazione nell’esistenza, che è univerasale, definita ed irreversibile.

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