Parto

L’ostetrica in sala parto: guida e sostegno per ogni futura mamma. Davvero è sempre così?

Foto del Profilo
di Elisa Pessina il
Commenti (0)

Il compito dell’ostetrica è quello di sostenere la partoriente, incoraggiandola e rassicurandola, cercando  di valorizzare al massimo la naturalità del parto. 

La donna gravida è come un grande vascello che ha bisogno di un buon timoniere: una saggia e attenta ostetrica.” Così affermava Luisa Boursier, la più nota levatrice di Parigi a cavallo tra il ‘500 e’600. Ed è proprio questo ciò che vedono nella propria ostetrica le partorienti: una supporto che le faccia sentire capite e che le aiuti ad affrontare un momento così delicato ed emozionante come quello del parto. Una figura che esiste sin dalla notte dei tempi. E’, quindi, conclamata l’importanza del ruolo dell’ostetrica in sala parto: guida e sostegno per ogni futura mamma. Davvero è sempre così?

Oggi, l’ostetrica possiede maggiori competenze scientifiche e mediche rispetto ad un tempo, ma ciò che la rende da sempre così importante agli occhi delle future mamme è indiscutibilmente quella sensibilità ed empatia tale, da farla entrare in sintonia con la donna che sta per partorire, aiutandola a tirare fuori il suo vissuto mentre sta per mettere al mondo una nuova vita. Una brava ostetrica, preparata ed attenta è in grado di creare attorno alla partoriente un ambiente sereno, tranquillo, equilibrato, rilassato e rassicurante, consentendole di esprimersi al massimo e senza inibizioni in un momento in cui è facile perdere il controllo di se stessi. Non solo, l’ostetrica durante la gravidanza è presente per dispensare ogni tipo di consiglio, rispondendo in modo esauriente alle milioni di domande e dubbi delle future mamme.

Nel mondo reale, però, non sempre le cose funzionano in questo modo. Sebbene, infatti, siano tantissime le donne realmente soddisfatte dellassistenza ricevuta da parte della propria ostetrica durante travaglio e parto – in termini di professionalità ma soprattutto di empatia, vicinanza e supporto emotivo – ve ne sono altrettante che se potessero trasformerebbero il proprio neonato in un proiettile pronto a colpire senza pietà la megera ostetrica di turno. Perché accade questo? Sfortuna? Disorganizzazione? Incompetenza? Un po’ tutti questi fattori messi insieme potremmo dire.

Considerando che la durata del travaglio di una primipara si aggira in media intorno alle 10/12 ore, è facile comprendere come durante questo lasso di tempo essa debba necessariamente essere assistita da ostetriche diverse. Così se durante il travaglio la donna può trovarsi di fronte a Biancaneve, in fase espulsiva può accadere che finisca tra le grinfie di Grimilde. Diventa ben difficile quindi, per la futura mamma, a causa di questo serrato turn over di personale, riuscire a costruire con la propria ostetrica una relazione di confidenza, fiducia ed affiatamento fondamentale per vivere l’esperienza del parto serenamente.

L’ostetrica di fatto, è in grado di trasformare il parto di ogni donna in un momento indimenticabile. Nel bene e nel male. Basta farsi un giretto virtuale in rete per scovare, descritti in maniera più o meno ironica, racconti di parti terrificanti scritti da donne che inveiscono con parole poco delicate contro l’ostetrica di turno. Leggende metropolitane narrano che sul web circoli addirittura una black list delle peggiori ostetriche di tutta Italia, quelle che non si vorrebbero incontrare mai.

Attenzione però, non parliamo solo di affinità elettiva o caratteriale: può capitare di ricevere assistenza ostetrica da una professionista simpatica quanto una colica renale in piena notte, ma talmente empatica ed equilibrata da rendere il parto un evento semplice e naturale come respirare. Oppure di trovare l’ostetrica dagli occhi dolci e dai modi gentili, capace di trasformarsi nell’incredibile Hulk nel momento in cui l’ingenua gravida invoca supplicante l’epidurale. Un tasto particolarmente dolente quest’ultimo.

Già perché negli ultimi anni tra le ostetriche pare si sia venuta a creare una vera e propria lobby: ossia quella del parto naturale a tutti i costi, per le quali richiedere l’epidurale è un po’ come ordinare una bistecca alla milanese in un ristorante cinese. Una follia. Sono veramente tantissime, infatti, le donne, nei vari forum, che raccontano di aver richiesto ripetutamente l’epidurale alla propria ostetrica, la quale si sarebbe puntualmente rifiutata di chiamare l’anestesista di turno, adducendo scuse improbabili e imponendo alla gravida un travaglio tremendo, senza poter ricorrere ad una metodica in grado di ridurre in modo considerevole il dolore delle contrazioni. Come se partorire facendo ricorso all’anestesia rendesse le donne delle vili procreatrici, a fronte di quelle madri eroiche, capaci di sopportare stoicamente il dolore per ore ed ore senza proferire verbo.

Poi ci sono i casi di ostetriche fantasma, che compaiono e scompaiono come ectoplasmi in sala parto perché impegnatissime con altre pazienti e costrette ad abbandonare totalmente la partoriente a se stessa, con il marito che il più delle volte si aggira disperato sbraitando per le corsie in cerca di qualcuno che assista la povera moglie. Altre ancora che, alla faccia della tanto decantata libertà di movimento in fase espulsiva, millantata durante i corsi preparto, impongono le posizioni per partorire più improbabili, trasformando le donne in contorsioniste da circo urlanti di dolore. Insomma, gli esempi non mancano e potremmo citarne purtroppo moltissimi altri. Ecco perché sono sempre più le donne che a loro spese decidono di rivolgersi da un’ostetrica privata, che possa seguirle in tutte le fasi della gestazione con la massima cura ed attenzione possibile.

D’altronde, come in tutti i campi lavorativi esistono persone dedite alla professione, totalmente orientate al cliente o al paziente e altre che invece farebbero meglio a occuparsi di altro. Chiaramente finché si ha a che fare con una commessa scorbutica, il peggio che possa capitare è vedersi squadrare da capo a piedi con faccia disgustata perché non si entra perfettamente nella taglia 38. Quando, però, ci si trova per malaugurata sorte a essere assistite da un’ostetrica poco votata al suo ruolo, che visita con la stessa delicatezza con cui si farcirebbe un tacchino per il Ringraziamento, il rischio è di vedere trasformato il più bel giorno della propria vita in un incubo ad occhi aperti.

 

 

 

 

 

 

 

 

Loading...
Bio
Ultimi Post
Foto del Profilo
Hai trovato utile questo articolo?
VOTA

Commenti

commenti