Bimbo

Lo Strabismo

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di Chantal De Honestis il
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Nei neonati il periodo che va dai sei mesi fino ai 10-12 anni è fondamentale per il raggiungimento della stabilità visiva. I danni che si verificano all’apparato visivo nei primi sei mesi di età sono purtroppo spesso irreversibili; dopo, con un trattamento tempestivo, si possono recuperare le potenzialità perdute.

E’ frequente che i bambini fino a 6 mesi possano sembrare strabici non avendo ancora sviluppato la capacità di mettere correttamente a fuoco.

Alla nascita un bambino è capace di captare gli stimoli visivi provenienti dall’ambiente circostante ma non è in grado di elaborarli e di organizzarli in immagini.

A circa 15 giorni, il bambino riesce a mettere a fuoco le immagini da una distanza di 20-30 cm. Così piccoli non hanno ancora il pieno controllo dei muscoli oculari e si stancano presto, per questo possono sembrare strabici. A circa tre mesi i neonati distinguono il viso umano; seguono le immagini in movimento ruotando il capo e facendo convergere gli occhi se gli si avvicina un oggetto al viso. Nei primi quattro mesi di vita sviluppa le principali funzioni monoculari e binoculari, la convergenza, l’accomodazione e i movimenti orizzontali rapidi.

Tra il quarto e il sesto mese il bambino è in grado di fissare un oggetto, di seguirne il movimento, mette a fuoco le immagini fino a qualche metro di distanza, distinguendo i colori fondamentali ( il rosso, il verde e il blu). A sei mesi controlla abbastanza bene i muscoli oculari, quindi scompare l’eventuale strabismo. Raggiunti i due anni il bambino acquista il pieno controllo dei muscoli oculari, e l’accomodazione gli consente di mettere a fuoco gli oggetti a qualsiasi distanza. Inoltre la sua vista raggiunge i dieci decimi.

L’individuazione precoce di un deficit visivo è, importante non solo per determinarne la causa, ma anche per rieducare efficacemente la funzione visiva. I genitori, avendo la possibilità di osservare quotidianamente il bambino, sono in grado di fornire all’oculista importanti informazioni, utili ad una diagnosi.

Lo strabismo, in termini medici “Ambliopia” o più comunemente detto “Occhio Pigro” e consiste nel mancato allineamento degli assi visivi dei due occhi.

Il mancato parallelismo tra i due occhi dipende da anomalie dei muscoli ( strabismo di natura muscolare) che muovono gli occhi, oppure dei nervi (strabismo di natura neurogena): se i nervi non funzionano correttamente, anche i muscoli vengono limitati nel movimento (il sistema sensoriale influenza quello motorio).

Le anomalie possono essere congenite ( presenti fin dalla nascita), oppure insorgere durante la crescita.

Il Ministero della Salute ha diffuso le percentuali di bambini affetti da strabismo che è circa il 4%.

E’ important sottolineare che lo strabismo non è solamente un problema di tipo estetico: l’occhio strabico infatti può non imparare a vedere poiché il bambino usa automaticamente solo l’occhio sano. Spesso inoltre lo strabismo può accompagnarsi anche a difetti visivi.

Esistono 4 diverse tipologie di strabismo:

1. exotropia o strabismo divergente – l’occhio è deviato all’esterno

2. esotropia o strabismo convergente – l’occhio è deviato all’interno

3. ipertropia o deviazione verso l’alto di un occhio rispetto all’altro

4. ipotropia o deviazione verso il basso di un occhio rispetto all’altro.

Le forme più frequenti di strabismo sono la convergente che appare in età molto precoce, circa 2/3 anni e la divergente che invece si manifesta un po’ più tardivamente, verso i 10 anni.

Come anticipato prima, se lo strabismo viene diagnosticato tempestivamente lo si può correggere completamente.

La prima delle cose che un genitore dovrà fare laddove dovesse sospettare che il proprio bambino sia affetto da “Occhio Pigro” è sottoporlo ad una visita oculistica.

Se il medico dovesse confermare l’Ambliopia il bimbo dovrà cominciare una terapia, diversa a seconda della tipologia dello strabismo ma, in linea di massima, avviene seguendo delle tappe ben precise:

– correzione ottica: alcuni tipi di strabismo possono essere corretti dal semplice uso costante di occhiali, prescritti dopo una valutazione oftalmologica

– correzione dell’ambliopia: Si occlude l’occhio che vede bene con cerotti in vendita in farmacia e che vanno portati diverse ore al giorno (è lo specialista a prescrivere la durata dell’occlusione) a seconda delle necessità.

L’occlusione costringe l’occhio che vede storto a lavorare e si obbliga il cervello ad accettare le immagini sfuocate che arrivano proprio dall’occhio strabico;

correzione chirurgica: si tratta di un intervento, generalmente eseguito in anestesia generale, finalizzato a ridurre e, in alcuni casi, a correggere totalmente il disallineamento. Viene effettuato sui muscoli oculari con azioni di indebolimento o di rinforzo.

Prima che l’operazione possa essere eseguita è necessario che tramite le terapia di correzione ottica e/o occlusiva si verifichi una buona convergenza tra i due occhi. Se oltre allo strabismo il bambino ha anche dei difetti visivi è bene sottolineare che l’intervento non corregge il difetto.

 

 

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