Gravidanza

Lo smog riduce il peso del nascituro

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di Valentina Molinero il
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L’inquinamento è un problema che ormai viviamo nelle città più grandi ma anche in quelle più piccole, il grande numero di auto genera smog e quest’ultimo fa ammalare i cittadini. Lo smog è una forma di inquinamento atmosferico che si manifesta in modo simile alla nebbia e alla foschia e che si concentra negli strati bassi dell’atmosfera. Rappresenta un vero e proprio nemico dell’organismo di tutti e in particolare delle donne in gravidanza.

Tantissimi sono gli studi finora fatti su questo fronte e tutti dimostrano che le donne che durante la gravidanza sono esposte allo smog hanno una probabilità maggiore di dare alla luce neonati con basso peso. Nessuno ha più dubbi, lo smog fa davvero male alla salute anche e soprattutto in gravidanza e non si tratta solo di problemi alle vie respiratorie e alla pelle della futura mamma, ma può influire anche sulle condizioni del bimbo nel pancione. L’ultimo studio è stato condotto da un gruppo di ricercatori americani dell’Alpert Medical School della Brown University, pubblicato dall’American Journal of Epidemiology.

Gli autori hanno esaminato i dati di circa 250 mila bambini nati a New York tra il 2008 e il 2010. In particolare, hanno preso in considerazione il loro peso. In un secondo momento hanno verificato il livello di inquinamento dell’aria, in particolare le concentrazioni di Pm 2.5 e di ossido di azoto, presenti nelle località di residenza delle neomamme. Dall’analisi dei risultati è emerso che lo smog ha influenzato il peso dei neonati. Infatti, i bimbi le cui madri abitavano in zone inquinate, alla nascita, erano più piccoli degli altri: il loro peso diminuiva di 48 grammi per ogni 10 microgrammi per metro cubo di Pm 2.5 in più e di 18 grammi per ogni 10 parti per miliardo in più di ossidi di azoto. “Anche se per un singolo bimbo si tratta di diminuzioni di peso che non sono preoccupanti, il fatto che un’intera popolazione mostri questo spostamento verso il basso invece puo’ nascondere un problema di salute pubblica”, hanno spiegato gli autori dello studio. “Il risultato dovrebbe mettere in allarme le istituzioni, perche’ ogni riduzione dell’inquinamento potrebbe tradursi in un miglior stato di salute dei neonati”, hanno concluso. Insomma, nonostante non si tratti di un calo di peso elevato, è comunque un campanello d’allarme.

Lo stesso studio ripreso dall’Università di Genova spiega quali sono i colpevoli di questo calo di peso. Rossana Sarli, ginecologa dell’Università di Genova ha chiarito che gli ‘imputati’ principali sono il monossido di carbonio e l’ossido di azoto, ma soprattutto le cosiddette polveri sottili che provengono per lo più da metalli come il piombo, che derivano dagli scarichi delle auto e dalle fabbriche e che, essendo così piccoli, riescono a insinuarsi nel nostro corpo attraverso la respirazione. “In particolare, quelli di grandezza pari a circa 10 micron (PM10) sono in grado di irritare l’apparato respiratorio, causando infiammazioni e asma, mentre i più piccoli, di 2,5 micron (PM2,5), penetrano a livello alveolare nel polmone e da qui nel circolo sanguigno, danneggiando la parete interna dei vasi (l’endotelio)” ha confermato la dottoressa. Gli studi sono stati condotti in ogni parte del mondo e in special modo in grandi metropoli americane, ma anche giapponesi, indiane, australiane. In quasi tutti gli studi la conclusione è stata che nei luoghi molto inquinati nascono più bambini con peso minore alla media. Quale la possibile relazione causa-effetto? Uno studio basato sull’analisi di placente ha avanzato l’ipotesi che a causare una crescita scarsa sia stato proprio il danno vascolare che le polveri sottili provocano ai vasi placentari materni, che causano un minor apporto di sangue e, quindi, di nutrimenti essenziali  per la crescita del bambino”.

Insomma mamme, cercate di stare il più lontane possibili da città con molto smog e da strade trafficate!

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