Psicologia infantile

Litigare davanti ai figli: quali sono gli effetti emotivi dei nostri litigi sui bambini?

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di Michela Gregoris il
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L’amore non è bello se non è litigarello… dicono. Ma quando in famiglia ci sono dei bambini, come comportarsi davanti a loro? Sicuramente è meglio evitare di litigare quando possono sentirvi, e fare in modo che in casa non ci sia d’abitudine un clima teso e poco sereno che potrebbe rendere i nostri figli insicuri.

litigare

Neonati: non capiscono, ma percepiscono

Se due genitori litigano spesso, è ovvio che in casa un bambino non può ritrovare quel clima disteso e rilassato nel quale è giusto che cresca. Anche da molto piccoli, seppur non comprendendo né i motivi né le parole usate dai genitori nelle loro discussioni, i figli sono in grado di percepire il nervosismo e l’aggressività nell’ambiente che li circonda. Inoltre, se in casa si litiga spesso, la conseguenza potrebbe anche consistere in una carenza di cure nei confronti del neonato, perché i genitori sono troppo occupati a discutere.

Inutili sensi di colpa

Nei bambini un po’ più grandi il rischio è anche quello di farli sentire in colpa: nel loro mondo ancora egocentrico, un figlio può temere di essere la causa del litigio dei genitori, soprattutto se le discussioni hanno a che fare con problemi inerenti la sua educazione. Inoltre, i bambini possono sviluppare aggressività, nel comportamento con gli altri o nei loro disegni, bassa stima di sé, anche perché con due genitori che litigano spesso potrebbero venirgli a mancare le giuste attenzioni, a volte possono perfino sviluppare comportamenti di regressione (per esempio fanno di nuovo la pipì a letto).
Se i litigi diventano violenti, i figli potrebbero sviluppare una vera e propria paura per l’incolumità propria e del genitore più “debole”.
Inoltre, i bambini i cui genitori litigano molto spesso possono avere difficoltà a gestire le proprie emozioni e vivere in un continuo stato d’ansia, e anche l’apprendimento scolastico potrebbe risentirne.

Come comportarsi?

Se si litiga, la cosa migliore è cercare di farlo lontano dalle orecchie dei figli. Andate in un’altra stanza e discutete cercando di non farvi sentire; il bambino saprà che state litigando, o che avete litigato, ma eviterà di sentire frasi poco piacevoli che potrebbe travisare o non comprendere fino in fondo. Se vostro figlio prende alla lettera frasi come “Non ti voglio più vedere” potrebbe rimanerne profondamente destabilizzato.
È vero però che per quanto si cerchi di stare attenti, a volte può capitare di litigare davanti ai figli e non riuscire né a trattenersi né a spostare la conversazione in un’altra stanza. Non è una tragedia, l’importante è che non sia la regola e, soprattutto, che spiegate ai vostri bambini che cosa è successo e perché, che a volte può capitare a tutti di discutere ma che non è nulla di grave.

Troppo spesso?

Litigare continuamente, anche se si tratta di discussioni non particolarmente violente, è comunque un comportamento da evitare: il bambino, infatti, si abituerebbe a questo tipo di clima, molto teso e sempre “sul filo di lana” e potrebbe non riuscire a godersi i momenti felici, timoroso che essi si possano spezzare facilmente per colpa di una discussione fra mamma e papà; inoltre  potrebbe sentirsi inibito e  timoroso che la parola sbagliata sia sufficiente a spezzare un equilibrio che percepisce come molto precario.

Mai metterli in mezzo

Che i vostri litigi siano saltuari, la norma, leggeri o aggressivi, uno dei nodi essenziali è quello di non mettere in mezzo i figli: non costringeteli a prendere le parti dell’uno o dell’altro genitore, non usateli come scusa o scudo. Loro non c’entrano niente e devono essere costantemente rassicurati sulla parità di ruolo dei due genitori, che hanno pari importanza nella loro crescita personale.

Rivolgersi a un professionista

Se vi sembra che i vostri problemi di coppia non siano risolvibili cercando di mantenere il controllo ed evitando di discutere davanti ai figli, se i litigi sono davvero tanti e pensate che tutto questo stia minando l’equilibrio familiare, sarebbe meglio pensare seriamente a una terapia di coppia. Migliorare la comunicazione con il vostro partner è un valido passo avanti per ripristinare quell’equilibrio. Anche in caso di separazione, la terapia può essere utile per evitare traumi.

Una terapia familiare può essere un percorso importante nel momento in cui il bambino presenti comportamenti inadeguati o conseguenze di tipo psicosomatico: il professionista cercherà quindi di permettere l’instaurazione di relazioni positive e “sane” fra tutti i componenti della famiglia.

 

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