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Liquirizia prima del parto, meglio starne alla larga!

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di Francesca Rolle il
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La liquirizia è un alimento che può essere molto utile per contrastare il senso di nausea, tipico delle prime settimane di gravidanza ma il suo consumo va tenuto sotto controllo per tutta la gestazione, in particolare con l’approssimarsi del parto.

Una ricerca sul consumo di liquirizia

Anche se il consumo di liquirizia in gravidanza è da sempre sconsigliato, ora, finalmente, uno studio ha provato l’effetto nocivo degli alti consumi di liquirizia durante la gestazione. Si tratta della ricerca condotta dall’Università di Helsinki e pubblicata sull’American Journal of Epidemiology.
Tale studio, prendendo in esame un campione di 378 studenti, la cui età media era di 13 anni, formato da soggetti le cui mamme avevano consumato una massiccia dose di liquirizia in gravidanza e da altrettanti le cui mamme avevano evitato o consumato modeste quantità di questa spezia durante la gestazione, ha potuto dimostrare come il primo gruppo di studenti avesse prestazioni peggiori al cospetto di test cognitivi e prove di memoria, rispetto all’altro gruppo.

La liquirizia prima del parto

Anche in prossimità del parto il consumo di liquirizia andrebbe e drasticamente ridotto per sue motivi:
– Perchè aumenta la pressione, cosa che, nelle donne predisposte può portare a gestosi o a parto prematuro
– Perchè aumenta i livelli di cortisolo, ovvero l’ormone dello stress che, a sua volta, può contrastare l’ossitocina, invece così importante per l’avvio e l’efficacia delle contrazioni.

No agli allarmismi

Come sempre, non bisogna allarmarsi troppo. Lo studio ha anche definito la quantità massima di liquirizia sotto la cui soglia la liquirizia non è dannosa. Se si consuma meno di 300 mg di liquirizia alla settimata non si corre alcun rischio e, anzi, all’inizio della gravidanza, essa può essere di grande aiuto contro nausea e pressione bassa.

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