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L’inositolo: che cos’è e come aiuta la fertilità?

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di Michela Gregoris il
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L’inositolo: che sia un nome nuovo per te o che ti sia già capitato di sentirlo, quel che è certo è che sempre più medici ne raccomandano l’assunzione per migliorare la produzione ovarica.

L’inositolo una volta era chiamato vitamina B7, ma oggi non è più considerato una vitamina perché, a differenza di queste ultime, si tratta di una sostanza che il nostro organismo è in grado di produrre anche da sé. L’inositolo è considerato importante in caso di ovaio policistico e, come tutte le vitamine del gruppo B, è in grado di influenzare e stimolare la produzione ovarica, favorendo fertilità e concepimento.

L’inositolo, migliorando il metabolismo degli zuccheri, influenza la produzione ovarica ed è usato in caso di ovaio policistico. Questa disfunzione, infatti, è dovuta anche a una resistenza agli zuccheri che porta a un’alterazione della produzione ormonale nell’organismo. Proprio per questo, l’inositolo contribuisce a un riequilibrio ormonale, riducendo anche il livello di ormoni maschili (come il testosterone) che possono inibire l’ovulazione.
Inoltre è in grado di ridurre il livello dei trigliceridi e del colesterolo nel sangue, proteggendo così anche dal rischio di sviluppo di disturbi cardiovascolari.

Oltre a questi effetti prettamente fisici, l’inositolo presente anche altre proprietà:

  • funziona come antidepressivo e aiuta a combattere gli stati d’ansia, spesso associati alla difficoltà a concepire; 
  • ha un’azione depurativa: attivando i mitocondri, aiuta l’organismo a liberarsi di tossine e sostanze di scarto. In effetti, sempre più spesso si associano le disfunzioni dell’ovulazione alla presenza nell’organismo di sostanze “tossiche” che vengono introdotte tramite una errata alimentazione.

Anche se l’inositolo viene in gran parte prodotto dal nostro organismo, l’attenzione all’alimentazione è comunque importante, perché alcune abitudini possono alterarne e diminuirne la produzione: per esempio, l’uso di antibiotici per lunghi periodi, l’assunzione di caffè e l’alimentazione a prevalenza proteica ne rallentano la produzione. Invece, cereali integrali, ortaggi e verdure ne contengono in gran quantità.
Inoltre, non c’è pericolo, in generale, di assumere troppo inositolo, perché la quantità in eccesso viene naturalmente eliminata con le urine: ma per sicurezza, sempre meglio rivolgersi a un esperto e chiedere consiglio al medico o al ginecologo.

 

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