Educare un figlio

L’importanza di dire “ti voglio bene”

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di Michela Gregoris il
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Senza dubbio ci sono modi anche non verbali per dimostrare di amare una persona, figli compresi: ma esprimerlo a parole è davvero importante, anche dal punto di vista educativo.

Educare un figlio, infatti, è un processo complesso che passa sì attraverso rimproveri nel momento in cui il bambino non rispetta le regole, di proposito o senza volerlo, ma dove è importante che di fianco alla critica ci sia anche un rinforzo positivo. Insomma, non bisogna mai dare l’impressione che il bambino possa sentirsi amato solo se si comporta nel modo giusto. Perché questo non è vero: il fatto che il bambino sia importante per voi, anzi indispensabile all’interno della famiglia e che sia una persona degna di essere amata prescinde da tutto il resto. Perciò, anche quando i vostri bimbi sono impossibili e capricciosi, non deve mancare a un certo punto della giornata la sicurezza del fatto che comunque vadano le cose non perderanno mai l’amore che provate per loro.

L’educazione, infatti, deve sempre passare attraverso la positività: la critica positiva, che propone soluzioni (hai sbagliato, ecco come dovresti invece comportarti) va di pari passo con la possibilità che dà il genitore al figlio di migliorare, di comprendere qual è l’errore e trovare rimedio. Solo così il bambino può capire e crescere serenamente, consapevole che all’errore si può rimediare e che di sbagliare capita a tutti. Educare positivamente, infatti, aiuta anche a sviluppare l’autostima del bambino, che diventerà così più forte e sicuro di sé. 

Questa educazione positiva passa anche attraverso la comunicazione verbale, che è importantissima: mai far passare una giornata senza dire ai propri figli “ti voglio bene“. Se mai il bambino dovesse dubitarne, potrete in questo modo assicurargli che è amato e desiderato, e che questa non è una cosa che si deve guadagnare gratificando il genitore, ma è una cosa che è e basta. Rafforzerete così la sua sicurezza insegnandoli anche a esprimere a sua volta le proprie emozioni.

Anche l’affettività, infatti, si può insegnare: e il modo migliore per farlo è quello di dare il buon esempio, e che sia un esempio chiaro che non lascia spazio a dubbi.

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