Parto

L’epidurale

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di Laura Pandolfi il
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L’anestesia epidurale, anche detta analgesia peridurale è la tecnica più sicura ed efficace per tenere sotto controllo il dolore del travaglio e del parto. In pochi minuti essa determina la scomparsa del dolore lasciando però la donna cosciente ed inalterata la sua sensibilità alle contrazioni uterine, che continuano a essere percepite in maniera non dolorosa. La forza muscolare non viene diminuita per cui la mamma mantiene la capacità di eseguire gli sforzi espulsivi.

L’epidurale viene eseguita da un medico anestesista e consiste nell’introduzione, attraverso un ago, di un sottile tubicino di plastica detto “cateterino” che viene posizionato a circa 4-5 cm sottocute al livello della zona lombare. Attraverso questo cateterino viene somministrata la soluzione analgesica. Per effettuare questa operazione sono necessari pochi minuti e non risulta dolorosa in quanto effettuata in anestesia locale. Il piccolo catetere verrà fissato con un cerotto dietro la schiena e potrà essere rifornito in qualsiasi momento in modo da non dover ricorrere ad altre punture e permettendo quindi di controllare il dolore per tutta la durata del travaglio e del parto.

In Italia l’analgesia epidurale per il parto è una procedura ancora poco diffusa. Viene infatti praticata in meno del 10% dei casi, mentre la media europea va dal 30 al 70%. Un grande vantaggio di questa anestesia è che lascia la donna cosciente e con una mente sveglia, cosa che invece non avviene con i farmaci a base di morfina. Il suo dosaggio inoltre, può essere aumentato fino al punto di poter praticare un cesareo senza dolore ed in piena coscienza.

Generalmente è la donna partoriente a richiedere l’anestesia epidurale all’inizio del travaglio, ma può anche essere richiesta dal ginecologo in caso di malattie quali diabate o ipertensione. Va invece evitata in caso di malattie emorragiche o in donne sottoposte a terapie anticoagulanti.

In tutti i casi è necessario che la donna programmi tra l’ottavo e il nono mese di gravidanza un colloquio con medico anestesista. In modo da poter valutare con tranquillità la possibilità di eseguire l’epidurale in base alle condizioni cliniche e agli esami del sangue eseguiti in gravidanza. Informatevi inoltre se la struttura dove avete scelto di partorire pratichi la procedura dell’epidurale in modo gratuito e 24 ore su 24. Poiché è necessario che questa venga eseguita da un anestesista qualificato in collaborazione con il ginecologo che a sua volta provvederà a controllare il benessere fetale con un monitoraggio cardiografico.

Un possibile svantaggio dell’analgesia epidurale, se effettuata con alto dosaggio, può essere quello della perdita di sensibilità. La donna può avere difficoltà a sentire le doglie e fare fatica ad aiutare con spinte e pressioni il proprio bambino a nascere. Per questo molte donne descrivono l’esperienza del parto con l’epidurale come meno intensa. Ma non esiste un giusto o uno sbagliato assoluto riguardo l’anestesia epidurale. Non bisogna avere una posizione dogmatica riguardo questa procedura, decidete piuttosto in base alla situazione reale dopo aver discusso con ostetriche e medici.

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