Dal quarto al sesto mese

L’ecografia morfologica

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di Chantal De Honestis il
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L’ecografia morfologica è uno degli esami più importanti eseguiti durante la gravidanza, che viene fatto a partire dalla ventesima settimana fino alla 23sima.

Se gli esami quali la villocentesi e amniocentesi hanno lo scopo di verificare eventuali anomalie genetiche, l’ecografia morfologica, da cui il nome, ha lo scopo di analizzare e verificare la morfologia del feto in modo da stabilire la presenza o meno di eventuali malformazioni e/o anomalie.

Le ragioni per cui viene eseguita in questa forbice temporale della gestazione sono due: innanzitutto per questioni legali, laddove dovessero esistere malformazioni, la legge non consente l’interruzione di gravidanza oltre la 23sima settimana.

Da un punto di vista dell’esame poi, questa è l’epoca gestazionale migliore per comprendere in modo puntuale l’eventuale presenza di malformazioni, grazie al rapporto fra le dimensioni del feto e la quantità di liquido amniotico.

Infatti, con il procedere delle settimane, la crescita del feto e quindi le dimensioni raggiunte, rendono difficile riuscire ad avere una visione chiara e completa di tutti gli organi del feto.

Se durante le ecografie di routine del primo trimestre, il ginecologo dovesse sospettare eventuali malformazioni e/o anomalie a carico di alcuni organi, può richiedere alla gestante di sottoporsi ad ecografia morfologica precoce che viene eseguita alla 16sima settimana di gravidanza.

L’ecografia morfologica è bene che sia eseguita da personale molto qualificato in grado di valutare anche gli aspetti apparentemente innocui e di soffermarsi anche sui più piccoli dettagli avvalendosi poi di un ecografo di ultima generazione.

Trattandosi di un ecografia, il medico verificherà prima di tutto le condizioni generali del feto e della madre per poi soffermarsi su una serie di organi:

– il cervello: per verificare che si siano sviluppate tute le parti e stabilirne le misure

– il viso: con un attenzione particolare al profilo, le labbra, alla conformazione degli occhi e alla struttura del tessuto oculare

– colonna vertebrale: in modo da escludere qualsiasi malformazione a carico della spina dorsale ( come per esempio la spina bifida)

– la cassa toracica e i suoi organi interni (polmoni, intestino, stomaco)

– le pareti dell’addome (per essere certi della totale chiusura delle pareti addominali)

– la vescica, i reni e gli organi genitali (esterni)

– cuore ( saranno esaminate le varie sezioni dell’organo, la regolarità del battito e il flusso sanguigno)

– cordone ombelicale ( fondamentale per comprendere se il feto riceve il corretto apporto nutritivo)

– gli arti sia superiori che inferiori per controllarne la regolare crescita con visualizzazione delle ossa lunghe, dell’asse delle mani e dei piedi

Durante l’ecografia, il medico si soffermerà anche sull’analizzare la placenta ( per verificare che sia posizionata correttamente) e il funicolo (il fascio di vasi che unisce il feto alla placenta).

Viene controllato, infine, che ci sia la giusta quantità di liquido amniotico e le arterie uterine della madre, il cui malfunzionamento può causare gravi patologie quali la gestosi e la grave condizione di IUGR (scarso accrescimento intrauterino del feto).

Le malformazioni colpiscono 1 neonato su 40 e quelle cardiache sono in assoluto le più frequenti, seguite da quelle dell’apparato urinario, muscolo-scheletrico e del sistema nervoso centrale.

Nonostante gli strumenti di cui si dispone siano sempre più precisi e all’avanguardia e gli operatori sempre più qualificati, le percentuali di esattezza si attestano ancora al 90%.

 

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