Salute

Le tecniche di disostruzione pediatrica

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di Carla Pistone il
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L’ostruzione delle vie aeree a causa dell’ingestione o dell’inalazione di un corpo estraneo è un evento tutt’altro che raro. Quasi sempre il bambino che rischia di soffocare non è solo, tuttavia coloro che gli stanno intorno non sanno come intervenire o intervengono nella maniera sbagliata.

Purtroppo in Italia a causa di un’ostruzione delle vie aeree muore circa un bambino a settimana, spesso a casa o a scuola. La fascia di età più esposta è quella tra i 12 e i 36 mesi , ma succede anche ai bambini più grandi. Ecco perché è importante essere in grado di intervenire in modo rapido ed efficace quando il bambino manda “di traverso” un boccone di cibo o ingerisce accidentalmente un corpo estraneo.

Cosa NON fare

Le linee guida internazionali per la disostruzione delle vie aeree nei bambini vietano di:

–          Prendere il bambino per i piedi per metterlo a testa in giù

–          Mettergli le dita in bocca nel tentativo di liberare le vie aeree o afferrare il boccone o l’oggetto incastrato nella trachea

–          Tardare a chiamare i soccorsi

Purtroppo però è ancora tale la disinformazione su questo problema che i soccorritori occasionali, presi alla sprovvista, spesso fanno proprio ciò che non si deve fare. Anche quando riesce a salvare la vita della vittima, un intervento maldestro o tardivo può provocare danni cerebrali a causa della temporanea mancanza di ossigeno. In realtà esistono semplici manovre in grado di provocare l’espulsione del boccone o dell’oggetto che ostruisce la trachea e da applicare tempestivamente.

Cosa FARE

Innanzitutto bisogna saper riconoscere questa emergenza: un segno inequivocabile di soffocamento infatti è che la vittima istintivamente si porta le mani alla gola – perché non riesce più a respirare – e cambia colore in viso. I bambini con meno di un anno di vita però non riescono ancora a portarsi le mani alla gola, quindi bisogna fare particolare attenzione ai segni di soffocamento come la cianosi del viso, la difficoltà ad emettere suoni e così via.

A questo punto, se il bambino ha più di un anno:

–          Posizionarsi dietro di lui e invitarlo a tossire. Se il bambino tossisce vuol dire che le vie aeree non sono del tutto ostruite. Continuare a tossire servirà ad espellere il corpo estraneo. Ma se smette di tossire, porta le mani alla gola e cambia colore:

–          Allertare immediatamente il 118

–          Con la mano sotto il braccio del bambino, prenderlo per la mandibola e con l’aiuto dell’altra mano sollevarlo e posizionarlo faccia in giù sul nostro ginocchio (quindi il soccorritore dovrebbe essere seduto o accovacciato a terra)

–          Battere 5 colpi secchi fra le scapole del bambino, diretti verso l’esterno per non colpire la testa

–          Se il corpo estraneo non è ancora fuoriuscito, applicare la Manovra di Heimlich: con il bimbo in piedi e la mano sotto il braccio del bambino, posizionare il pollice sul suo sterno e l’indice su ombelico; passare l’altra mano sotto la prima e stringere una mano nell’altra

–          Effettuare 5 compressioni a cucchiaio dell’addome

 

Se invece si tratta di un lattante, ossia di un bambino di età inferiore a un anno:

–          Chiamare immediatamente il 118

–          Prendere il bambino per la mandibola e appoggiarlo a faccia in giù sul ginocchio

–          Battere  5 colpi interscapolari verso l’esterno

–          Girare il bambino a faccia in su e con l’indice e il medio sullo sterno fare  5 compressioni lente e profonde

L’alternanza delle due  manovre (5 colpi interscapolari + 5 compressioni addominali) favorisce l’espulsione del corpo estraneo e se questo non accade va ripetuta fino all’arrivo dei soccorsi. Di solito però i primi colpi ben vibrati riescono a liberare le vie aeree del bambino.

 Chi deve imparare le manovre di disostruzione pediatrica

Fino a tempi recenti solo medici infermieri sapevano padroneggiare queste tecniche. Invece, tutte le persone abitualmente a contatto con i bambini dovrebbero conoscerle ed esercitarsi regolarmente alla loro applicazione. Si tratta in special modo delle mamme e dei genitori in generale, dei nonni – cui spesso affidiamo i nostri figli quando siamo fuori casa per lavoro – degli operatori scolastici – insegnanti, assistenti alle mense – e degli stessi ragazzi che, a partire dalle scuole medie, possono essere messi in condizione di aiutarsi a vicenda se una simile emergenza capitasse ad uno di loro.

Tuttavia è auspicabile che tutti imparino queste tecniche, perché a ciascuno di noi può succedere di trovarsi sia nella situazione del soccorritore che in quella della vittima quando siamo in casa, al lavoro o al ristorante. Teniamo presente inoltre che le manovre di disostruzione da applicare quando la vittima è adulta sono molto simili alle tecniche di disostruzione pediatrica.

 Ricordiamoci della prevenzione

Non è sufficiente sapere come comportarsi in caso di episodi di soffocamento del bambino per ingestione o inalazione di corpi estranei, bisogna anche saperli prevenire: le nostre case infatti sono piene di insidie. Attenzione ai giocattoli che contengono piccole parti, perché i bambini più piccoli tendono a metterli in bocca; per lo stesso motivo, non lasciare in giro palloncini sgonfi, monete, i tappi di bottiglia e delle biro, caramelle, noccioline e gomme da masticare. Il prosciutto deve essere sminuzzato e non a fette; i wurstel vanno tagliati piccoli perché essendo spugnosi creano un tappo per le vie respiratorie. Anche la frutta, i pomodorini e i chicchi d’uva devono essere tagliati. Attenzione in particolare alle pile al litio, come quelle degli orologi: se ingerite infatti provocano gravissime setticemie.

 L’importanza dell’informazione

Il dottor Marco Squicciarini è un medico che sta dedicando tutta la sua vita alla diffusione delle manovre di disostruzione pediatrica, attraverso la divulgazione di opuscoli e video illustrativi – visitate il sito http://www.manovredisostruzionepediatriche.com – e l’organizzazione di corsi e dimostrazioni che si tengono nelle scuole e ovunque si possa raggiungere e informare il maggior numero di persone possibile. Ma l’arma migliore resta il passa parola: tutti possiamo salvare delle vite e sarebbe bello se tutti fossero in grado di salvare la nostra e quella dei nostri bambini.

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