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Lavori online per neo mamme

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di Valentina Molinero il
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Tornare al lavoro per molte neo mamme è difficile e in periodi come questi non è neppure così facile trovarlo, ma oggi le neomamme hanno un’opportunità in più per conciliare la vita famigliare e il lavoro: il telelavoro.

In Italia sono ancora poche le donne che approfittano di questa occasione anche se in realtà i benefici sono tanti a partire dalle medesime tutele e diritti di chi lavora in azienda. In questi ultimi anni il mondo del lavoro si sta radicalmente trasformando, tanto nelle grandi realtà quanto in quelle più piccole. Oltre alla possibilità di migliorare il livello di qualità della vita dei singoli è stata dimostrata anche la validità del telelavoro come metodologia in grado di produrre tangibili benefici sia in campo sociale per esempio, determinando la riduzione del traffico o creando possibilità di lavoro per le persone disabili, sia aziendale, con un aumento della produttività, riduzione delle spese per gli spazi degli uffici e diminuzione del turnover. Gli ultimi freni in fatto di telelavoro arrivano solo dai livelli dirigenziali intermedi, perchè per il resto i lavoratori anche nel nostro paese sono pronti al cambiamento soprattutto le donne. Dopo la nascita di un figlio e trascorso il periodo di astensione obbligatoria dal lavoro, molte neomamme devono fare i conti con il rientro in ufficio.

Per alcune donne riuscire a conciliare famiglia e lavoro non è semplice, soprattutto se non ci sono aiuti esterni e se l’orario di lavoro prevede che la mamma si assenti da casa tutto il giorno. Oltre a ricorrere ad asili nido, baby-sitter e nonni oggi, grazie all’avvento dei sistemi informatici e delle nuove tecnologie, in Italia si sta diffondendo questo tipo di lavoro da casa. Nello specifico il telelavoro consente di svolgere l’attività lavorativa in un luogo diverso dalla sede dell’azienda, per esempio dalla propria abitazione, e comunicare con essa per via telematica. Ciò significa che la donna riceve i compiti da svolgere dal datore di lavoro e comunica con quest’ultimo circa lo svolgimento dell’attività lavorativa tramite computer, telefono (o cellulare) e Internet.

Va specificato che un progetto di telelavoro non cambia la natura del rapporto di lavoro in atto e prevede, inoltre, che siano disposti rientri periodici del lavoratore in sede.Il telelavoro è regolamentato da leggi e accordi quadro nazionali e interconfederali, nonché da accordi contrattuali. Il lavoratore beneficia delle stesse opportunità di carriera, di partecipazione a iniziative formative eccetera. Le donne che fanno questa scelta hanno quindi le stesse tutele e gli stessi diritti previsti dal contratto nazionale di categoria e da quello aziendale e beneficiano degli stessi diritti sindacali di chi lavora in azienda. Ma vediamo quali sono i tipi di lavori che si possono svolgere in questo modo. Il telelavoro è adatto per tutti i lavori d’ufficio, contabilità, assistenza clienti, attività in proprio come lavori giornalistici, traduzioni, interviste per indagini di mercato e televendita. Inoltre il telelavoro può essere di diversi tipi:

  • A domicilio: da casa ci si collega per via telematica all’azienda o ai clienti da seguire. È molto flessibile e dà grande autonomia lavorativa e familiare;
  • Mobile: il lavoro non si svolge in un luogo fisso ma presso le sedi dei clienti, in alberghi o nell’ufficio di appoggio. È adatto per attività di vendita, assistenza e ricerche di mercato. Aiuta a risparmiare tempo, perché ci si può recare direttamente dai clienti. È comunque un’attività svolta fuori casa;
  • A distanza: prevede una struttura attrezzata a disposizione di più lavoratori in un luogo diverso dalla sede aziendale. Da questa struttura si entra in contatto con la propria azienda, si scambiano dati, si caricano programmi e si pianifica la propria attività. Il centro di lavoro può essere pubblico, privato o misto, ed è sfruttato da dipendenti, lavoratori autonomi, liberi professionisti e piccoli imprenditori. A volte prevede un orario rigido, ma è vicino all’abitazione.

E’ molto importante chiarire che le spese per installazione e manutenzione della postazione di telelavoro sono a carico del datore di lavoro, le attrezzature informatiche, comunicative e strumentali necessarie sono concesse in comodato gratuito al lavoratore per la durata del progetto. Chi lavora da casa riceverà una somma come rimborso spese di consumi energetici, telefonici ecc. Se si lavora in proprio tutta l’attrezzatura è a carico del lavoratore.

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