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Latte artificiale e non: quello che tutti i futuri genitori dovrebbero sapere

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di Laura Pandolfi il
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L’educazione all’allattamento dovrebbe iniziare da molto prima della gravidanza. Molti anni fa questo sapere  si tramandava da donna in donna, poiché le bambine crescevano vedendo partorire, accudire e allattare i neonati. Oggi la maggior parte di noi cresce con bambolotti dotati di ciucci e biberon, per questo si è molto diffusa la convinzione che avere o meno il latte per allattare sia una questione affidata al fato.

Ecco perché è sempre bene informarsi su come funziona l’allattamento prima di iniziare la gravidanza.

Chi è nato nel periodo del cosiddetto “boom del biberon” si è ritrovato a credere che fra latte umano e latte artificiale non ci fosse poi una gran differenza. Oggi, grazie a molti studi di settore questa tendenza sta fortunatamente cambiando, confermando a tutti che la poppata dal seno e il latte materno sono la normalità per i piccoli cuccioli d’uomo nei primi mesi ed a volte anni di vita. Vediamo perché.

Il latte dei mammiferi contiene esattamente ciò di cui ha bisogno il cucciolo di quella specie. Così dal momento che il sistema immunitario del bambino impiega alcuni anni a maturare, il latte materno contiene delle sostanze che lo proteggono dalle malattie, contenendo addirittura delle cellule vive, ovvero alcuni globuli bianchi.

Sembra incredibile ma mediante l’allattamento il piccolo segnala alla mamma di quali anticorpi ha bisogno così che l’organismo materno possa produrli e passarli al bambino nella poppata successiva!

Un’altra peculiarità dell’allattamento al seno è la non-monotonia del suo sapore. Mentre il latte artificiale, infatti, ha sempre la stessa composizione, nel latte materno sono presenti i sapori di ciò che mangia la madre e questo aiuta il bambino a prendere confidenza con i cibi presenti nell’alimentazione dalla sua famiglia.

L’alimento che viene dato al bambino durante la poppata, inoltre, non è mai uguale a se stesso, ma si adatta ai bisogni di quel bambino, in quel momento, siano essi di fame, di sete o di ormoni tranquillizzanti per favorirne un sonno sereno. Attenzione quindi, future mamme, perché nessun latte artificiale, per quanto complesso, può offrire tutto questo.

 Come stimolare la montata lattea

Quasi tutte le donne hanno la possibilità di allattare al seno il proprio figlio, purché venga assicurato l’attacco precoce del neonato, libero da schemi e orari costrittivi. Lo stimolo che determina la montata lattea è infatti la suzione precoce e frequente del neonato: più il piccolo succhia, più è stimolata la produzione di latte. Conviene quindi attaccare il neonato al seno il più presto possibile, se le circostanze lo consentono, anche nella prima ora di vita in sala parto. A seguito della suzione del bambino, infatti, si attiva il riflesso della produzione del latte, complice lo stimolo biologico della prolattina.

Più il bambino succhia, più prolattina è prodotta dal cervello della mamma e più latte viene prodotto.

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