Psicologia infantile

Lasciarlo giocare da solo fin da piccolo

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di Michela Gregoris il
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Spesso i genitori si preoccupano che i loro figli siano ancora troppo piccoli per poter giocare da soli, oppure si sentono in colpa se non possono partecipare costantemente ai giochi dei loro bambini: in realtà è dimostrato che lasciar loro uno spazio di autonomia è importante fin dai primi mesi.

Gli esperti dicono infatti che a partire dai quattro mesi è possibile, anzi, è addirittura raccomandabile lasciare che per brevi periodi di tempo i piccoli “se la cavino da soli”. Il bambino manifesta momenti in cui “si perde” a muoversi e guardarsi le mani nel lettino, una volta sveglio? Non c’è niente di strano, anzi, sta iniziando a imparare a tenersi occupato senza bisogno della compagnia del genitore. Se vi accorgete che questo accade, potreste anche pensare di appendere sopra la culla dei giochini che si muovano e facciano rumore: ogni stimolo nuovo è importante per lo sviluppo del neonato.

A  volte i bambini non richiedono l’attenzione di nessuno ed esplorano l’ambiente circostante in autonomia, oppure esplorano le varie possibilità di gioco con costruzioni, macchine, palle senza la compagnia di nessuno. Un atteggiamento importante che, sempre secondo gli esperti, andrebbe anche coltivato, anche in quei bambini che invece da soli non riescono a giocare. 

Infatti, abituarli fin da piccolissimi a momenti di gioco autonomo serve a fare in modo che in futuro siano in grado di essere più autonomi nell’attività del gioco, senza il bisogno della costante presenza dell’adulto. Naturalmente, più il bambino è piccolo più l’ambiente in cui rimane da solo dovrà essere sicuro. E quando iniziano a gattonare ed esplorare a raggio più ampio, sarà necessario che il genitore “butti un occhio” in modo che non si corrano rischi. 

Ai neonati i genitori possono concedere una decina di minuti di “solitudine”: ai più grandicelli anche mezz’oretta di gioco, più volte al giorno, in autonomia, sempre sotto un blando controllo. Se però vostro figlio non ne vuole sapere, sarà allora bene iniziare ad abituarlo a questi momenti di solitudine. Con i più piccoli, si può iniziare ad abbandonare gradualmente e per un tempo limitato la stanza, magari facendo comunque sentire la propria voce e continuando a comunicare con loro. Con i più grandi, invece, l’adulto può mettersi per esempio a giocare nella stessa stanza con il bambino, ma in modo autonomo: una volta che anche il bambino si mette a giocare per imitazione, lasciarlo nel suo gioco e dedicarsi a un’altra attività. 

In questo modo, il piccolo imparerà gradualmente a essere autonomo, un passo importante per crescere e stimolare i figli in modo che diventino curiosi e più intraprendenti, anche senza essere sempre “per mano” dei propri genitori.

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