Le Favole di Greta

C’era una volta...
un desiderio grande grande di
raccontare Favole ai bambini

L’albero presuntuoso

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di Sofia Benedetti il
in Le Favole di Greta
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C’era una volta un posto verdissimo popolato da uccellini ed aquilotti.

Sembrava fosse sempre primavera: fiori meravigliosi coloravano i prati, l’aria era tiepida ogni giorno dell’anno, il cielo limpido e azzurro. In questo grande giardino c’era una vecchio albero, un po’ appartato, con un fogliame fitto e rigoglioso. Molte persone di passaggio si fermavano all’ombra di quei folti rami per una sosta, riposavano sotto l’albero e riprendevano il loro cammino.

 

Un giorno un clochard molto anziano e malandato arrivò ai piedi del vecchio albero, si sdraiò e si appisolò. Era lì lì per addormentarsi quando una voce iniziò a infastidirlo dicendogli che doveva andrsene via, trovare un altro angolo per dormire, perchè lui era sudicio e rovinava il bell’aspetto di quel bellissimo giardino. Possibile che l’albero parlasse? L’uomo pensò di sognare, dunque si girò sull’altro fianco. Ma ancora sentì quella voce borbottargli di alzarsi e andare via, le mamme con i passeggini non avrebbero trovato ristoro se lui fosse rimasto, puzzava troppo ed era mal vestito.

 

Il pover uomo non riusciva a dormire, l’albero iniziava a diventare assillante, dunque decise di alzarsi e spostarsi un po’ più lontano. Nonostante tutto la voce dell’albero si fece più grossa e riprese a rimproverarlo. Il clochard decise di non tornare più in quel giardino e andandosene con la sua giacca in spalla augurò all’albero presuntuoso di perdere tutte le sue foglie.

 

L’albero non piegò nemmeno un ramo, soddisfatto di aver cacciato via l’anziano.

 

Passarono così alcuni mesi e le sue foglie bellissime cominciarono a cadere…Una, due, sette, dieci!

 

L’albero non era affatto preoccupato, pensava d’essere sempre bello e folto.

 

Poco dopo però gli caddero tutte le foglie: le mamme e i loro bimbi, come gli uccellini e gli aquilotti, vedendolo spoglio e brutto lo lasciarono solo. L’albero era diventato triste e nella sua solitudine si ricordò delle parole dell’anziano e si pentì di averlo trattato malamente.

 

Proprio dopo aver pensato a quel clochard ed aver avvertito quel profondo senso di colpa, l’albero vide un vecchio signore, ben vestito e dall’aspetto garbato, sedersi su una panchina in parte a lui. L’anziano guardando l’albero disse a voce bassa “Oh, guarda chi si rivede!Come mai hai perso il tuo bell’aspetto, simpaticone?”

 

L’albero, che stava piangendo in silenzio per la vergona, riconobbe in quell’anziano il pover’uomo che gli aveva chiesto un po’ di accoglienza.

 

Si scusò di cuore con l’anziano, il quale rispose con delle parole incomprensibili. L’albero iniziò a sentire un leggero fastidio lungo i suoi rami, e si accorse che gemme e foglie stavano spuntando magicamente.

 

Commosso e felice, da quel giorno, imparò la lezione: cominciò a offrire ristoro a tutti, perse la sua presunzione e imparò l’importanza di chiedere scusa.

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