Salute

La tubercolosi in età pediatrica

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di Michela Gregoris il
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Una malattia molto temuta nel XIX secolo, a partire dalla metà del secolo scorso, con il miglioramento delle condizioni igieniche e del tenore di vita oltre che della medicina, è diventata una malattia molto meno pericolosa: ma da un po’ di anni sembra tornata in auge, per questo è bene sapere come riconoscerla e curarla.

Nota anche come TBC o tisi, la tubercolosi è una malattia che sembra appartenere a un tempo ormai andato, eppure ancora oggi ci sono bambini che contraggono questa infezione che, se non curata, è altamente contagiosa e potenzialmente pericolosa. Il tipo più diffuso è la tubercolosi polmonare primaria, che purtroppo almeno all’inizio è spesso asintomatica: raramente si hanno ingrossamento di linfonodi o tosse nel bambino che ci diano indizi sul contagio.
Proprio per questo è molto importante effettuare la cosiddetta tubercolinoreazione (il test di Mantoux: probabilmente ricordate di averlo fatto anche voi quando frequentavate le scuole elementari), un semplice test sulla pelle che permette di capire se il bambino è stato infettato dai batteri della TBC. Se si risulta positivi, è molto probabile che l’infezione sia in corso.

L’infezione primaria può risolversi spontaneamente, perché nel giro di alcune settimane il bambino può sviluppare l’immunità alla malattia, oppure può progredire ed estendersi ai polmoni: in questo caso, però, i sintomi saranno evidenti e comprenderanno tosse, febbre, perdita di peso, stanchezza.

Fortunatamente, in generale in caso di infezione da TBC il bambino può curarsi tranquillamente a casa con dei farmaci. A volte però è necessaria l’assunzione di un mix di più farmaci, e la cura può durare anche diversi mesi. In effetti, la tubercolosi è una malattia cronica e se non viene curata può durare anche anni. Perché la guarigione sia completa e sicura, è necessario perciò seguire la cura pedissequamente.

In casi particolari, il medico può suggerire il ricovero in ospedale, ma solo al verificarsi di alcune condizioni, come una reazione negativa ai farmaci o la compresenza di altre malattie.
Trattandosi di una malattia altamente contagiosa il miglior metodo di prevenzione è sicuramente quello di tenere il bambino lontano da chi ce l’ha. Chiamare subito il medico se il vostro bambino è venuto a contatto con qualcuno che ha la tubercolosi, se ha febbri e tosse persistenti che non si riescono a curare con i soliti farmaci.

 

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