Dal quarto al sesto mese

La Toxoplasmosi

Foto del Profilo
di Laura Pandolfi il
Commenti (0)

In gravidanza si deve fare attenzione oltre che alla infezione da Candida anche alla Toxoplasmosi.

Essa è una banalissima infezione, spesso asintomatica, che diventa però temibile in gravidanza per gli effetti che può avere sul bambino. Le principali fonti di infezione sono le carni di maiale ed agnello consumate crude o semi-crude ed, ad esclusione del prosciutto cotto, i salumi.

Recentemente i gatti domestici sono stati parzialmente “prosciolti” dall’accusa di essere veicolo di contagio. Essi infatti vengono nutriti con cibi confezionati e hanno delle lettiere pulite tutti i giorni. Importante è, però, che una futura mamma padrona di un gatto non pulisca personalmente la lettiera del piccolo felino, dato che l’habitat del toxoplasma sono le feci.

L’infezione congenita da Toxoplasmosi rappresenta circa il 33% di tutte le infezioni trasmesse per via alimentare. La trasmissione materno-fetale aumenta dal 20 al 64% nel primo, secondo o terzo mese a seconda dello spessore della placenta nelle varie fasi della gravidanza. Più precoce è l’infezione tanto più grave sarà il danno fetale. C’è il rischio di morte in utero o, nel neonato, affezioni agli occhi o di tipo neurologico, non è detto, infatti che i sintomi si presentino alla nascita. Per questo è consigliabile effettuare test clinici fino a l’età scolare.

Le donne non a rischio sono invece quelle che hanno già contratto la Toxoplasmosi prima della gravidanza. Per essere certe di averla già sviluppata basta effettuare un Toxotest.

Nel caso in cui una donna gravida sia stata esposta al contagio, è necessario che passino alcuni giorni prima che compaiano nel sangue le prime tracce di risposta immunitaria (ovvero la immunoglobine IgM) che andranno a confermare l’avvenuto contatto con il Toxoplasma. Il ginecologo può quindi decidere di trattare la paziente con un antibiotico mirato, la spiramicina, prima ancora di conoscere i risultati del toxotest. Questo avviene naturalmente solo nel caso in cui ci sia un ragionevole sospetto che sia stata contratta l’infezione.

Per non correre rischi è quindi importante che le future mamme si lavino spesso le mani, non mangino carne cruda e consumino verdura ben lavata (poiché un altro possibile veicolo di trasmissione è la terra di orti e giardini). Inoltre: non usare per i cibi cotti utensili già impiegati per cibi crudi, cuocere bene le uova, non bere latte non pastorizzato, non toccare le mucose degli occhi e della bocca mentre si maneggia carne cruda ed infine utilizzare dei guanti per il giardinaggio.

Loading...
Hai trovato utile questo articolo?
VOTA

Commenti

commenti