Alimentazione

La tisana delle feste

Foto del Profilo
di Mara Martini il
Commenti (0)

Il programma alimentare non proprio leggerissimo seguito negli ultimi giorni potrebbe cominciare a far sentire i suoi effetti sul nostro stomaco. Una buona idea per alleviare la sensazione di pesantezza a fine pasto e non rimpiangere di esserci lasciati andare al piacere della convivialità… e a qualche dolce di troppo, potrebbe essere quella di concludere il pranzo o la cena con una tisana depurativa.

Se non ci abbiamo ancora pensato, adottiamo questa abitudine per le ultime giornate di festa che ci attendono, e per tutte le volte in cui sentiremo la necessità di sorseggiare una bevanda piacevole che in più alleggerisce la nostra digestione! Ecco 5 piante – da utilizzare singolarmente o sinergicamente – che possono esserci d’aiuto in questo periodo di pasti “importanti”:

1) Finocchio – Pianta nota fin da tempi antichissimi (Plinio il Vecchio ne decantava le virtù in ambito oftalmico), i suoi frutti – volgarmente chiamati “semi” – hanno proprietà: digestivecarminative – contrastano, cioè, i gonfiori intestinali -; espettoranti; e infine galattogene – facilitano, cioè, la produzione del latte. In più, l’assunzione dell’infuso di finocchio durante l’allattamento aiuta ad alleviare le coliche del bebè.

2) Anice – E’ una pianta molto affine al finocchio, ed è spesso utilizzata insieme a quest’ultimo per potenziarne gli effetti. Svolge anch’essa un’importante azione carminativa e digestiva ma, più del finocchio, possiede capacità antispasmodiche contro i mal di pancia di origine neurovegetativa, e in generale produce un effetto rilassante sulla muscolatura. Ha altresì proprietà espettoranti e galattogene. Sotto forma di infuso, può essere somministrata tranquillamente anche ai bambini.

3) Liquirizia – Utilizzata fin da tempi remoti come correttivo del sapore di cibi e tisane, è principalmente impiegata per le sue virtù emollienti, sia nei confronti dei catarri – nasali, bronchiali, polmonari… – sia nei confronti del transito intestinale, che l’infuso di liquirizia è in grado di accelerare senza però irritare le pareti dei visceri. Ha inoltre un’azione antiacida e antiulcerativa dello stomaco. Si rivela anche un ottimo tonico dell’umore – non a caso trova spazio anche nella composizione di alcuni integratori energizzanti, come quelli a base di ginseng – ma un suo uso prolungato nel tempo presenta l’inconveniente di aumentare i valori pressori, è perciò fortemente sconsigliato ai soggetti che soffrono di ipertensione. Non usare in gravidanza e allattamento, senza aver prima consultato il medico.

4) Angelica – Appartenente alla stessa famiglia di Finocchio e Anice, se ne utilizza soprattutto il rizoma, ma anche i semi. Anche l’infuso e l’estratto di questa pianta, grazie alle molteplici sostanze contenute in radice e semi, svolgono un’azione ad ampio spettro. L’Angelica è sia in grado di attenuare i crampi gastro-intestinali, il meteorismo e i borborigmi,  sia di svolgere un’azione calmante e allo stesso tempo tonificante nei confronti del sistema nervoso. E’ presente fra gli ingredienti di molti amari per le proprietà digestive, in tisane favorenti il riposo notturno e in preparati ricostituenti per le convalescenze e le anemie.

5) Karkadè – Appartenente alla famiglia delle Malvacee, il suo utilizzo nel nostro Paese ha una storia relativamente recente: di origine indiana, è stato infatti importato in Italia dal Sudan agli inizi del secolo scorso. Di sapore piuttosto acidulo, vanta un buon contenuto di vitamina C e polifenoli, dalle assodate proprietà antinfiammatorie e antiossidanti. Blando lassativo, ha effetti emollienti e lenitivi sulla mucosa gastrica, e sembra utile nei casi di pressione alta. I suoi fiori vengono spesso venduti in abbinamento con l’estratto di mirtillo.

 

Loading...
Bio
Ultimi Post
Foto del Profilo
Hai trovato utile questo articolo?
VOTA

Commenti

commenti