Alimentazione

La sindrome della Pre-eclampsia ed Eclampsia

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di Laura Pandolfi il
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La causa dell’eclampsia, una tossicosi della gravidanza, non è stata ancora individuata con precisione. La maggior parte dei medici sono convinti che sia la gravidanza stessa a dar luogo alla produzione di sostanze tossiche nell’organismo e che possa essere causata anche da un cattiva alimentazione durante la gestazione. Vediamo di carpirne qualcosa di più.

Uno dei fattori in gioco sembra essere la denutrizione. Infatti, alcuni studi sull’argomento rilevano che l’eclampsia non si manifesta in donne che seguono diete definite buone o eccellenti, mentre si manifesta maggiormente nel 50% delle donne che seguono diete scarse o molto scarse.

Allo stesso tempo un altro dei fattori scatenanti l’eclampsia può essere l’obesità. Infatti un eccesso di peso all’inizio della gravidanza, o un eccessivo aumento di peso nel corso del secondo e terzo trimestre rende la donna molto più soggetta ad una condizione di pre-eclampsia che all’eclampsia vera e propria. Alcuni medici includono nelle cause dell’eclampsia anche un eccesso di sodio, e di conseguenza raccomandano una dieta povera di sale.

Tra i primi sintomi della cosiddetta pre-eclampsia, anche detta Gestosi e tradizionalmente conosciuta anche come Gestosi EPH (acronimo di Edema, Proteinuria e Hypertension) si possono annoverare mal di testa, edema alle mani e delle gambe ed ipertensione. Se si permette a questo quadro di progredire ne possono seguire convulsioni e coma, ovvero l’eclampsia.

Il trattamento dietetico consiste generalmente in una dieta moderata, ricca di proteine, nella limitazione del sodio e di liquidi per controllare l’edema e nell’impiego di agenti diuretici per facilitare l’eliminazione delle urine, dato che nell’eclampsia le funzioni renali vengono compromesse e di conseguenza è necessario evitare che i reni vengano sottoposti ad un carico eccessivo.

Per prevenirla dunque può essere di grande aiuto una limitazione del consumo di sale. Infatti, molti medici sottolineano che moderare il consumo di sodio nell’ultima parte della gravidanza ne risulterebbe un travaglio di più ridotta durata.

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