Coppia e Gravidanza

La sindrome della covata

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di Carla Pistone il
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Colpisce mediamente  l’11% dei padri e si manifesta attraverso una serie di disturbi funzionali che mimano quelli della gravidanza.

È la sindrome della covata, riflesso attuale di una serie di antichi costumi di alcune civiltà che – durante la gravidanza della loro compagna – vedevano i genitori di sesso maschile immedesimarsi o sostituirsi alla madre dinanzi al proprio entourage come se fossero loro a mettere al mondo il bambino.

Presso alcune popolazioni, ad esempio, il padre si chiudeva in una capanna e simulava i dolori del parto; presso altre invece, dopo la nascita del figlio, il padre stava a letto e riceveva le visite di auguri al posto della madre.

Oggi, per sindrome della covata si intende una serie di disturbi di origine psichica che testimoniano come anche nei padri il periodo della gravidanza e quello della nascita del bambino – soprattutto del primo – rappresenti un momento di crisi di identità e di timore dovuto al confronto con la dimensione genitoriale, dalla quale, almeno durante la gestazione e diversamente dalla madre, il padre è fisicamente escluso poiché non può parteciparvi con il proprio corpo.

Nei soggetti più vulnerabili, questo stato di cose favorisce l’insorgere di manifestazioni psicopatologiche tipiche del periodo perinatale, che imitano i disturbi tipici della gravidanza come il mal di testa, i dolori lombari e l’affaticamento, ma anche le nausee, le voglie e l’aumento di peso.

In alcuni casi si assiste perfino a vere e proprie inversioni nel comportamento del padre, che da uomo mite e fedele, per esempio, può trasformarsi in un compagno scontroso o persino violento,  oppure sentirsi improvvisamente attratto da relazioni extraconiugali, forse per la tentazione di scrollarsi temporaneamente di dosso un senso di responsabilità che vive in maniera esasperata e che sente come incombente sulla sua vita.

Ovviamente comportamenti così spinti mettono a repentaglio la serenità della coppia che aspetta un figlio, ma anche quando si manifesta in maniera più lieve la sindrome può provocare il disagio e il disappunto della compagna, che alle doglianze del partner, per quanto empatiche, preferirebbe comportamenti meno ansiosi e più premurosi nei suoi confronti.

Uno dei sintomi più diffusi – e più emblematici dello stato di immedesimazione del padre nella gravidanza della compagna – nel quadro della sindrome della covata, è rappresentato dall’ingrossamento della pancia. In questo caso gli esperti consigliano al futuro genitore di controllare l’alimentazione, praticare esercizio fisico e applicare creme specifiche per combattere le adiposità addominali.

Diverso è combattere a monte le cause di questi sintomi – invece – per cui non resta che coinvolgere il più possibile il partner in tutti gli aspetti della gravidanza, spiegandogli apertamente che il suo ruolo è importantissimo soprattutto se non si sovrappone eccessivamente a quello della madre.

D’altra parte tutta la sintomatologia legata alla sindrome della covata è destinata a scomparire dopo poche settimane dalla nascita del bambino, ed è accompagnata da mutamenti di carattere ormonale che seguono di pari passo la gravidanza: alcune settimane prima della nascita, nei soggetti colpiti dalla sindrome della covata cresce del 20% la produzione della prolattina, l’ormone che favorisce la lattazione e dispone alle cure parentali; subito dopo il parto della compagna, invece, la fisiologia del partner subisce un calo del testosterone e un aumento degli estrogeni (ormoni femminili) rispetto ai livelli normali.

Tutti stimoli che incidono sullo stato mentale del padre spingendolo a legarsi emotivamente al figlio: come spesso accade, non tutti i mali vengono per nuocere.

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