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La prima visita oculistica

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di Michela Gregoris il
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Per i genitori non è sempre immediato accorgersi che il proprio figlio soffre di un qualche tipo di disturbo visivo; per questo è importante programmare visite oculistiche già a partire dai primi anni d’età, così da poter intervenire subito su eventuali difetti della vista.

Appena nato, vostro figlio è stato sicuramente visitato da un neonatologo che avrà provveduto a verificare anche eventuali anomalie agli occhi. Anche nel caso in cui non ci siano problemi, è meglio pensare fin da subito a far visitare il vostro bimbo da un oculista, per tenere sotto controllo l’eventuale insorgere di problemi alla vista.

La prima visita è consigliata entro 1 anno di età, e comunque sarebbe bene effettuare almeno una visita entro i 2-3 anni. Questo infatti permette di intervenire tempestivamente e correggere eventuali disturbi, come lo strabismo o l’occhio pigro, che sono tra i più frequenti nei bambini.
La vista dei bambini, infatti, si modifica per lungo tempo, quindi eventuali problemi potrebbero anche andare a influire su facoltà già acquisite, che potrebbero quindi regredire invece di progredire. Per questo visite periodiche abbastanza frequenti (circa ogni 2 anni in assenza di problemi) può permettere di riacquisire eventuali abilità perdute.

Nei casi di strabismo, per esempio, la tempistica è importante: la correzione è infatti tanto più efficace quanto più tempestiva.
Anche i casi di occhio pigro (la perdita progressiva della capacità visiva da un occhio, che viene “escluso” del cervello e smette di essere usato) può essere identificato proprio grazie a un test in sede di visita oculistica (il test di Lang). Grazie alla terapia, che di solito consiste nell’occlusione dell’occhio sano per far lavorare quello pigro, può essere risolutiva ma deve essere effettuata entro gli 8 anni d’età.

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