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La polemica sui voti scolastici nella scuola primaria

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di Letizia Cicalese il
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Nasce la polemica su voti scolastici. E’ giusto che vengano usati nel contesto della scuola primaria o vanno aboliti?

Da qualche anno vi sono stati reintrodotti e immediatamente si sono creati due schieramenti: coloro che credono che il voto scolastico rappresenti il giusto metodo per valutare andamento e progressi della carriera scolastica dei bambini, e chi invece li vede come una sgradevole etichetta che condiziona ed umilia.

La struttura mentale di un bambino è in effetti molto concreta, il pensiero astratto inizia a svilupparsi dagli otto anni in avanti quindi, nella sua ottica, se prende 10 è bravissimo, se prende 4 è una schiappa. Così come se prende 6, il bambino non potrà coglierne le sfumature (grande risultato dopo enormi sforzi ed impegno profusi per arrivare alla sufficienza in una materia ostica vs bambino svogliato che potrebbe fare di più).

Questi sono tutti aspetti che i ragazzi sanno conoscere e giudicare dalla scuola media in avanti, mentre un bambino di 6 o 7 anni alle prese con un numero attribuito al suo lavoro potrebbe dargli appunto un valore troppo determinante nel bene o nel male.

Inoltre all’interno della classe i voti potrebbero essere usati come motivo di scherno per etichettare, giudicare ed umiliare un compagno “poco bravo”.

D’altro canto, i sostenitori del classico voto ritengono che invece siano molto importanti per responsabilizzare, motivare e per tenere sotto controllo in modo più efficace i progressi nello studio e per mettere dei paletti nel contesto di un sistema educativo forse un po’ troppo blando.

E voi mamme, cosa ne pensate?

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