Alimentazione

La dieta frazionata: un nuovo “trucco” per tornare in forma

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di Mara Martini il
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JLo la propaganda come la migliore dieta dimagrante che abbia mai provato – e forse non a torto, a giudicare dalla ritrovata forma smagliante che la star ha sfoggiato nelle ultime apparizioni pubbliche! E come lei, molti altri divi di Hollywood ne sono entusiasti.

insalata

È la dieta frazionata, un regime alimentare da 1.200 kcal giornaliere messo a punto da un gruppo di ricercatori nutrizionisti dell’Università dell’Arizona, che prevede l’assunzione di pochi carboidrati e l’impiego di cotture e condimenti leggeri, ma soprattutto gioca un nuovo asso: una ridotta porzionatura dei piatti.

Il tratto caratteristico di questa dieta è la presenza di frequenti mini pasti – il classico “mangiare poco e spesso” che da tempo ci consigliano anche gli esperti di casa nostra per dimagrire e non appesantire lo stomaco, ma con qualche sostanziale novità… Sì perché, pur apportando poche calorie, il programma alimentare frazionato propone soluzioni appetitose e sazianti anche grazie ad un furbo meccanismo visivo. Scopriamo quale.

L’idea veramente innovativa di questa dieta, rispetto ai regimi convenzionali che prevedono continui piccoli spuntini, sta nel ridurre i singoli cibi che compongono un pasto in dadini, fettine e striscioline, insomma in dosi talmente piccole da aumentarne considerevolmente il volume all’interno del piatto e regalare agli occhi e al cervello di chi mangia l’illusione di assumere una porzione più abbondante. Non c’è dubbio, infatti, che risulta più appagante pranzare con un piatto di involtini di prosciutto e verdurine a cubetti, accompagnati da insalata con pomodori e due fette di pane al latte, anziché consumare gli stessi ingredienti sotto forma di panino imbottito! In più, bisogna fare una “fatica” maggiore ed impiegare più tempo per mangiare il panino “smontato” anziché tutto intero e chiuso, e questo dà modo ai neurotrasmettitori di avvertire il cervello che l’organismo sta ricevendo cibo e quindi di placare lo stimolo della fame.

Possiamo agevolmente applicare questo prezioso “trucchetto” anche al regime dimagrante prescrittoci dal nostro dietologo – se dobbiamo perdere peso -, oppure ai nostri menù giornalieri se vogliamo semplicemente mantenerci in forma e digerire meglio. 

L’unico rischio legato allo sminuzzamento dei cibi – in particolare delle verdure – potrebbe essere rappresentato dalla possibile perdita di nutrienti fondamentali, come vitamine e sali minerali. Per ridurre al minimo la dispersione delle sostanze, dovremmo perciò cercare di recidere gli alimenti in modo netto, e consumarli, o cuocerli, appena tagliati. Per quanto riguarda il taglio, potremmo utilizzare utensili ad hoc come la mandolina affettaverdure – per ricavare dagli ortaggi fette abbastanza fini e tutte uguali -, e il pelapatate – per ridurre in striscioline sottili: cetrioli, rape, peperoni e carote. Per le verdure a foglia, da mangiare fresche o da cuocere (come lattuga, spinaci, bieta etc.) potremmo, invece, realizzare molto semplicemente il c.d. “taglio chiffonade“, ossia: ripiegare ciascuna foglia più volte su se stessa e poi affettarla con un coltello.

Buon “frazionamento”!

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