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La crosta lattea

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di Michela Gregoris il
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La crosta lattea, o dermatite seborroica infantile, può comparire nei neonati durante i primi tre mesi. Si manifesta come una serie di crosticine bianche, in genere localizzate solo sulla testa del bambino, simili alla forfora, ma saldamente attaccate alla cute. A volte può ripresentarsi più avanti negli anni, anche in soggetti che da neonati non ne hanno sofferto.

Il nome volgare è dovuto all’antica credenza secondo la quale queste crosticine comparissero a causa della dieta a base di latte dei neonati, ma in realtà il disturbo è dovuto a una produzione eccessiva di sebo (la sostanza grassa che produce la pelle). Questa sovraproduzione è probabilmente causata dallo squilibrio ormonale presente nei bambini appena nati. A questo si unisce talvolta il comportamento anomalo di un fungo normalmente presente nella pelle.

La crosta lattea si riconosce facilmente per la presenza di squame bianche localizzate sulla cute, e in genere scompare naturalmente entro tre mesi. Generalmente il bambino non prova fastidi, tranne un prurito di lieve entità. In questo caso va fatto attenzione affinché il piccolo non si gratti provocandosi piccole ferite sulla pelle: importante è quindi limare o tagliare le unghie in modo che ciò non avvenga.

Non c’è dunque da preoccuparsi: la crosta lattea è un fenomeno del tutto naturale che si risolve autonomamente nel giro di pochi mesi. In ogni caso, per alleviare eventuali fastidi come il prurito, si possono adottare comunque alcuni accorgimenti:

  • mantenere la testa ben pulita lavando i capelli ogni due giorni con un prodotto delicato ed emolliente;
  • dopo aver lavato i capelli (o la testa se il vostro bimbo non è ancora un capellone!) è necessario ammorbidire ulteriormente le croste imbevendo una garza o un batuffolo di cotone con olio d’oliva, oppure con olio di mandorle o ancora, vaselina.
  • una volta ammorbidite le croste, passate un pettinino con denti fitti e arrotondati, e una volta che la crosta si stacca è bene toglierla con la mano perché non si disperda fra i capelli. Finita questa operazione, è bene tamponare ancora la cute con un prodotto naturale che riduca la produzione di sebo, come l’olio di ribes nero o la borragine.

In ogni caso, è importante non lavare la testa troppo spesso e sempre solo con prodotti specifici per la cute di un neonato e non rimuovere le croste con le unghie, per evitare di provocare delle ferite.

Se il disturbo torna a comparire con il passare degli anni (di solito avviene intorno ai 4 e agli 11 anni), è bene trattare subito il problema: i prodotti migliori sono l’aloe vera, l’olio di iperico, e in generale tutti gli olii che servono a riequilibrare la produzione di sebo della pelle. Sarà inoltre necessario procedere a esami allergologici, perché se il problema persiste si potrebbe trattare della manifestazione di un’intolleranza o di un’allergia.

 

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