Salute

La colinesterasi in gravidanza

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di Michela Gregoris il
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Alcuni esami li conosciamo bene, di altri magari non abbiamo ancora ben capito il significato; ecco un esame che se avete programmato un parto cesareo è indispensabile, in vista dell’anestesia.

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Cos’è la colinesterasi?

Si tratta di un enzima che si trova nel fegato, nel pancreas, nel cuore, nel cervello e in circolo nel corpo. Non si conosce ancora del tutto quali siano le sue funzionalità, ma conoscerne il dosaggio è uno degli indicatori della nostra funzionalità epatica, cioè del funzionamento del fegato e di alcune patologie ad esso collegate, come la cirrosi, l’epatite, ma anche in casi di avvelenamento o intossicazione.

Quale esame si effettua?

È sufficiente un semplice prelievo di sangue da effettuarsi a digiuno. Gli indicatori dell’enzima si considerano nella norma in un intervallo fra 3000 e 11.500 U/L. Valori più bassi si possono ritrovare in presenza di patologie quali quelle elencate in precedenza, ma anche durante la gravidanza.

Quando fare l’esame durante la gravidanza?

Nel caso in cui abbiate programmato un parto cesareo, l’esame per la colinesterasi di solito si effettua attorno alla 35°-40° settimana di gravidanza, insieme a prove di coagulazione del sangue in previsione del delicato momento del parto. Infatti, la presenza più o meno elevata dell’enzima influisce in particolare sulla capacità della paziente di metabolizzare alcune delle sostanze che vengono usate per effettuare l’anestesia: in caso di colinesterasi bassa, alcuni farmaci anestesiologici potrebbero provocare prolungate apnee nella paziente.

E se i valori sono bassi?

Niente paura, se i valori sono più bassi della norma sarà compito dell’anestesista agire di conseguenza e scegliere i farmaci più adatti al momento dell’anestesia prima del parto cesareo.

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