Gravidanza

La clamidia: che succede se la si contrae in gravidanza?

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di Valeria Notaro il
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La clamidia è un’infezione batterica facente parte delle malattie sessualmente trasmissibili.

L’infezione da Clamidia generalmente ha sintomi di media entità – può addirittura essere asintomatica – che consistono in delle perdite vaginali giallastre liquide, irritazione, lieve bruciore quando si urina, leggero prurito. Per questo motivo, se si contrae la clamidia in gravidanza rischia di passare inosservata, poiché in dolce attesa alcuni di questi sintomi possono essere comuni. Può così capitare che passino settimane o mesi prima che venga individuata la clamidia: che succede se la si contrae in gravidanza?

Durante la gestazione, però, è importante diagnosticare la clamidia velocemente, poiché comporta il rischio di aborto, di parto prematuro o addirittura di trasmettere l’infezione al neonato: la clamidia può colpire gli occhi del bambino causando un’acuta congiuntivite o, nei casi più gravi, l’apparato respiratorio provocando il sopraggiungere di una polmonite

Inoltre, il batterio della clamidia può causare un’infiammazione pelvica, da cui potrebbe derivare una gravidanza extrauterina o infertilità. In genere i sintomi compaiono qualche settimana dopo il contagio e se non viene curata, l’infezione progredisce comportando dolori alla schiena, al basso ventre, febbre, nausea e perdite ematiche.

È indispensabile diagnosticare in tempo l’infezione, che si esegue o con un tampone vaginale endocervicale, in quanto il batterio si installa a livello del collo dell’utero, o con opportuni esami del sangue e delle urine.  Per quanto riguarda una donna incinta, la diagnosi attraverso il tampone deve essere prescritta dal ginecologo. È comunque sempre consigliabile ripetere il test durante il terzo trimestre di gravidanza.

L’infezione in gravidanza si cura con una terapia antibiotica: solitamente è necessario prendere l’eritromicina per 5-7 giorni; è consigliabile che anche il partner esegua la terapia antibiotica ed è importante usare il preservativo durante i rapporti fino al momento del parto.

E nell’uomo?

La clamidia nell’uomo, invece, comporta irritazione e bruciore nella minzione, secrezioni, infiammazione, dolore e ingrossamento dei testicoli.

L’unico modo per prevenire l’infezione, è utilizzare il preservativo durante i rapporti sessuali.

 

 

 

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