Psicologia infantile

La balbuzie: cause e rimedi

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di Michela Gregoris il
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Con il termine balbuzie si indica un disturbo del linguaggio ben specifico, e chi ne è affetto tende a parlare in modo incerto, si blocca su una sillaba o la ripete finché non riesce a pronunciare la parola intera. Spesso questo “inceppamento” è anche accompagnato a una reazione emotiva e fisica di chi parla, che ripetutamente cerca di ricominciare a parlare.

balbuzie

Non è ancora chiaro quali siano le cause di questo disturbo, ma pare che ci sia anche una componente ereditaria, e che se i familiari del bambino ne sono affetti ci sono possibilità in più che ne sia affetto anche lui.

Va fatto un distinguo però: spesso fra i 2 e i 5 anni un bambino può manifestare una lieve balbuzie (capita in un caso su venti), che però si risolve da sola con tempo. In questo caso si tratta soltanto di una normale fase dell’apprendimento del linguaggio del bambino.

Nel caso vi accorgiate che il vostro bambino è affetto da questa difficoltà, è importante non agitarsi e non preoccuparsi troppo, perché il rischio è quello di peggiorare il disturbo: non aiuta quindi finire la frase al suo posto, calcare su questo “difetto” o peggio ancora, fare paragoni con gli altri bambini che parlano meglio e senza incepparsi. Ricordate infatti che questo genere di disturbo ha molta influenza anche dal punto di vista dell’interazione sociale: il linguaggio è il nostro modo di comunicare con il resto del mondo, e quando è presente una difficoltà, essa può influire sul nostro modo di rapportarci agli altri, e nel peggiore dei casi, questo può portare a isolamento e disagio psicologico.

Alcuni comportamenti tipici, oltre alla ripetizione o al blocco durante la pronuncia delle parole, che si possono riscontrare in un bambino affetto da balbuzie sono:

  • tendenza a non guardare l’interlocutore negli occhi;
  • tendenza a sostituire parole con parole più semplici da pronunciare;
  • respirazione irregolare;
  • uso di intercalare per facilitarsi il discorso (per esempio iniziando la frase con “dunque”, “vediamo”)
  • tendenza al silenzio.

Tutto questo può essere accompagnato da un sentimento di vergogna, inadeguatezza e mancanza di autostima, sensazioni che è importante riuscire a contrastare, in modo che il problema non peggiori a causa della mancata interazione con il resto della società e di un blocco psicologico. Il bambino può anche avere un disturbo, ma deve sapere che gli siamo vicini e che può superarlo, o comunque, vivere e interagire lo stesso con gli altri. È allora importante riconoscerlo presto e intervenire, rivolgendosi a uno specialista: è dimostrato, infatti, che meno tempo passa dall’insorgere del problema al primo intervento terapeutico, più sarà facile risolvere il problema.

Una volta il solo modo per curare la balbuzie era quello di rivolgersi a un logopedista, che insegna al bambino come migliorare il suo modo di parlare, ma spesso al giorno d’oggi si ottengono ottimi risultati anche rivolgendosi ad associazioni di ex balbuzienti, che essendoci passati possono aiutare il bambino non solo da un punto di vista “fisiologico” ma anche da un punto di vista psicologico: chi meglio di loro, infatti, per capire quali sono i sentimenti che insorgono a causa di questo disturbo? Combinare quindi un’azione di rieducazione al linguaggio a un sostegno anche psicologico sono le armi migliori per cercare di risolvere il più presto possibile questo disturbo del linguaggio.

 

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