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Insegnare al bambino che le parolacce non si dicono

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di Valeria Notaro il
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Appena sentiamo pronunciare da un bambino una parolaccia subito ci sentiamo stupiti o infastiditi, il più delle volte ci mettiamo persino a ridere. Ma come si fa a insegnare ai bambini a non dire parolacce?

La prima cosa da fare è non apparire né troppo stupiti né troppo inorriditi, in quanto è proprio questo che i bambini si aspettano da noi, per loro è una sorta di divertimento. Dunque appena il bambino pronuncia una parolaccia cercate di evitare di dire “Questo non si dice!“, poiché susciterete in lui il fascino della trasgressione e inizierà ad appassionarsi alle cose proibite.

Naturalmente questo non vuol dire che dovete far finta di niente o peggio ancora ridere, altrimenti il bambino penserà che è una cosa che si può fare e vedendo che pronunciando una brutta parola suscita una risata, dirà parolacce sempre più spesso. 

La migliore cosa da fare allora è essere furbi. Iniziate col dire al bambino che certi termini non vanno detti, ma senza enfatizzare. Il rimprovero deve finire lì.  Se invece il bambino inizia a dire parolacce davanti a degli estranei, in questo caso il rimprovero deve essere più deciso, bisogna fargli capire che non sta bene dire le brutte parole davanti a delle persone perché esse potrebbero infastidirsi. 

Ricordate che non potete predicare bene e razzolare male, quindi cercate in tutti i modi di non pronunciare parolacce, in fondo non è educativo dire a un bambino di non fare o dire una certa cosa se poi siamo noi i primi a farla o a dirla.

Se poi vi sfugge una parolaccia davanti al bambino, niente paura basta ammettere di aver sbagliato e assicurare che cercherete di non farlo più, il bambino imparerà così che bisogna sempre ammettere i propri errori e imparare da essi.

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