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Infant Cries Translator: cosa è ed a cosa serve

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di Stefania Roin il
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Siete diventate mamme da poco ed è tutto nuovo.La vostra vita è stata completamente rivoluzionata da quel piccolo, meraviglioso ed a volte “incomprensibile” esserino.
Eh si, incomprensibile perchè, molte volte, specie nei primi tempi, le neomamme non riescono a capire che cosa abbia o che cosa voglia il loro piccolo. L’unica cosa chiara è che il bimbo piange piange e piange.
Perchè piange? Non è dato sapere, direte voi! Ed invece no: oggi si può provare a capire a cosa siano dovuti gli strilli del vostro cucciolo.

A rivelarcelo, neanche a dirlo, è una modernissima app: l’Infant Cries Translator!
Si tratta di una applicazione davvero rivoluzionaria. Il suo compito? Tradurre in tempo reale il pianto del bimbo per farci capire subito cosa lo infastidisce. Insomma, per dirla facile, una sorta di traduttore tascabile.

A progettare questa particolare “tecnologia” i ricercatori della National University Hospital Yunlin di Taiwan.
Come funziona? L’app fa uso di un archivio multimediale di oltre 200.000 tipi di pianti e, nell’arco di 15 secondi, può comunicare alla mamma la ragione per cui suo figlio sta strillando; il database  è stato realizzato unendo e comparando i pianti di più di 100 neonati sparsi in tutto il mondo. Per capire cosa fa piangere il bebè la mamma dovrà semplicemente premere il tasto di registrazione per 10 secondi, il suono verrà caricato sulla memoria cloud dell’app, quindi analizzato e spedito al cellulare della madre la quale, in questo modo, avrà la possibilità di saper gestire al meglio le lacrime del bambino.

Funziona? Pare di si. I feedback pervenuti dagli utilizzatori dell’app, danno un bel 92% di casi azzeccati per bimbi intorno alle due settimane di età, un 84.85% per i bebè aventi tra gli uno e i due mesi e un 77% di esiti positivi sotto dei quattro mesi.

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