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Incinta, si o no? Come interpretare i segnali ‘precoci’

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di Elisa Di Mattia il
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Ci sono dei sintomi, una volta avvenuto il concepimento, che possono farci capire se siamo rimaste incinte ancor prima di effettuare il test di gravidanza e di accertare dunque con sicurezza l’inizio della gestazione.

Fermo restando che questi segnali ‘precoci’ possono anche non presentarsi e che la sintomatologia è soggettiva da donna a donna, cerchiamo di capire quali sono i sintomi più comuni che potrebbero manifestarsi all’inizio di una gravidanza e, soprattutto, in che modo interpretarli: molti di questi segnali, infatti, se da una parte possono presentarsi immediatamente dopo l’avvenuto concepimento, dall’altra potrebbero essere dovuti ad altre cause o confusi con i tipici sintomi della fase premestruale, molto simili a quelli che si avvertono all’inizio della gestazione ma che invece indicano semplicemente l’avvicinarsi del primo giorno delle mestruazioni.

Vediamo quali.

Tensione al seno: avvertire un seno più turgido e dolorante è tipico della fase premestruale ma anche dell’inizio di una gravidanza. Tuttavia, nelle prime fasi della gestazione, si può notare anche una trasformazione nell’aspetto e nella forma del seno: oltre ad essere più gonfio, i capezzoli sono maggiormente sensibili e le vene delle mammelle appaiono più evidenti. L’areola può assumere una pigmentazione più scura e sulla sua superficie possono comparire i Tubercoli di Montgomery, che serviranno durante l’allattamento per lubrificare e disinfettare i capezzoli.

Dolori al basso ventre: le tensioni addominali e i crampi al basso ventre rientrano nella sintomatologia tipica della fase premestruale, ma possono anche indicare l’inizio di una gravidanza. Nei giorni successivi al concepimento, infatti, i dolori addominali sono provocati dalle contrazioni dell’utero a seguito dell’impianto dell’ovulo.

Perdite ematiche: lo spotting può manifestarsi in fase premestruale ma potrebbe anche indicare l’inizio di una gravidanza. L’annidamento dell’ovulo dell’utero, infatti, può provocare piccole perdite ematiche di lieve entità che non vanno però confuse con quelle tipiche dell’inizio delle mestruazioni. Oltre ad essere di colore diverso rispetto alle perdite mestruali, risultano più leggere e non aumentano di quantità e intensità come nel consueto avvio delle mestruazioni.

Stanchezza: se non ci sono altre motivazioni, come stress, mancanza di riposo o altre patologie, la spossatezza, la sonnolenza e l’apatia sono sintomi frequenti nei primi periodi della gravidanza, dovuti al lavoro incessante degli ormoni nelle fasi successive al concepimento.

Nausea: nausea, sensibilità agli odori e repulsione per alcuni cibi sono sintomi tipici della prima fase della gestazione, soprattutto se appaiono in maniera improvvisa e senza motivo. Anche in questo caso, però, prima di associare immediatamente il comparire di questo malessere ad una gravidanza, bisogna escludere eventuali altre cause, quali virus intestinali, intolleranze, digestione difficile e stress nervosi.

Ritardo delle mestruazioni: il ciclo che non arriva è il primo segnale evidente di una gravidanza, ma questo può essere considerato veritiero solo se si ha un ciclo mestruale regolare. Oltretutto bisogna anche tener conto che qualche giorno di ritardo può essere dovuto anche al cambio di stagione, ad un periodo di stress o ad eventuali traumi. Meglio dunque aspettare qualche giorno in più e, nel caso in cui il ciclo non sia ancora arrivato, fare il test di gravidanza.

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