Parto

In sala parto con marito, mamma o amiche?

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di Elisa Pessina il
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Per ogni futura mamma, la scelta di chi far entrare in sala parto è fondamentale per riuscire a vivere quel momento unico con la massima serenità. Se per molte infatti, il marito appare il compagno di parto ideale, per altre si palesano altre possibilità. Vediamo quali.

 

Il papà

Sono passati i tempi, antichi, in cui i papà non erano ammessi in sala parto o che ritenevano poco opportuno assistere la consorte in un momento così intimo come il parto. Oggi compagni e mariti desiderano fortemente presenziare alla nascita del proprio pargolo, partecipando attivamente a tutto il travaglio, rassicurando la propria donna, confortandola e supportandola nelle fasi più delicate e dolorose. Certo non sempre i futuri papà sanno essere così empatici, anzi talvolta possono dimostrarsi un tantino invasivi ed inopportuni.

Ciò può accadere specialmente quando anziché aiutare la propria compagna come si deve, si dedicano a servizi video fotografici compulsivi del momento, immortalando ogni espressione di fatica e dolore della propria compagna ed aggiornando il proprio status di facebook ad ogni contrazione.. Eppure, seppur in minoranza, esistono ancora degli uomini che preferiscono non essere presenti in sala parto, perché particolarmente suggestionabili e delle donne che allo stesso modo si sentono in imbarazzo nel mostrarsi cosi volubili ed in preda agli istinti più primordiali che scattano al momento del parto. È bene quindi confrontarsi sempre con il proprio partner e capire se se la senta realmente di condividere un’esperienza così totalizzante.

La mamma

La mamma si sa, è sempre la mamma. Colei alla quale ci si rivolge specialmente quando si soffre, ad ogni età. Ecco perché molte donne, anziché dal proprio partner, preferiscono farsi accompagnare in sala parto dalla mamma, verso la quale non si prova alcuna vergogna, e ci si sente liberi di lasciarsi andare senza alcun freno. Ovviamente dipende sempre dal rapporto che si ha con la propria mamma: se la signora in questione è una di quelle mamme troppo chiocce che si sentono male alla sola idea di vedere la propria figlia soffrire, forse sarebbe bene evitare, onde creare una situazione di ansia tale da compromettere la serenità del parto.

La sorella/ amica del cuore

Ci sono future mamme che scelgono di farsi accompagnare in sala parto dall’amata sorella o dall’amica del cuore. Naturalmente è consigliabile che entrambe le figure abbiano già sperimentato l’ebrezza del parto, affinchè non restino traumatizzate. Certo è che la solidarietà femminile e la condivisione emozionale nel caso di donne che hanno già vissuto l’esperienza del parto, magari anche di recente, come una cara amica o una sorella, è assolutamente unica ed insostituibile.

Da sole

Ci sono donne, infine, che decidono di affrontare il momento del parto in assoluta solitudine, circondata solamente dal personale medico. Essa può rivelarsi una scelta obbligata, in mancaza, per i più svariati motivi, di una figura di riferimento a cui affidarsi, oppure una decisione consapevole e ponderata, spinta da una predisposizione caratteriale a non voler condividere con qualcun altro un’esperienza così unica come quella del parto. Sono donne che desiderano poter essere libere di esprimersi, in tutto e per tutto, di gridare, di piangere, di spaventarsi, senza doversi preoccupare di condividere emozioni positive e negative con l’altra persona presente. Sono donne che vogliono stare da sole con la propria sofferenza, ma anche con la gioia di veder nascere la propria creatura.

 

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