Famiglia e Tempo libero

In piscina con mamma e papà già dal 1° mese di vita

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di Emanuel Bongiovanni il
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L’acqua è un elemento che i bambini conoscono molto bene, richiama infatti l’utero materno, il cui ricordo è vivido nei primi mesi di vita e in  piscina con mamma  e papà giocano e crescono.

Portare il bambino al primo mese di vita (volendo anche prima) in piscina rappresenta un’esperienza unica, non solo per il neonato, che sperimenta così le proprie mobilità motorie, ma anche per i genitori che vivono un’esperienza intensa e gratificante.

Questo tipo di attività, chiamarla sport è decisamente eccessivo ( si può fare dal terzo anno d’età), si chiama idrochinesiologia, ossia movimento in acqua.
Già dai primi giorni di vita però i bambini possono praticare acquaticità, cioè avvicinarsi all’acqua con il gioco, per poi passare gradatamente, nel giro di qualche anno, all’acquamotricità, attività che consente al bambino di diventare autonomo nel suo ambiente naturale e migliorare la coordinazione e le capacità motorie.
I benefici prodotti dall’idrochinesiologia sono sia fisici, in quanto vengono rinforzate le articolazioni e migliorata la respirazione, sia psicologici, poiché l’acqua ricorda al bambino l’utero materno.
Nelle apposite piscine il bambino ha la possibilità di fare esperienze motorie nuove e utili anche per le attività di tutti i giorni, grazie ai tappeti galleggianti che permettono loro di sperimentare le variabili condizioni di appoggio ed instabilità attraverso l’utilizzo di piccoli oggetti, tutto questo senza traumi, visto che tutto viene percepito come un gioco.

Ma anche per le mamme e per i papà, entrare in piscina con i propri bambini già dai primi mesi di vita rappresenta un’occasione per accrescere l’intimità con il neonato, che viene cullato in acqua dalle braccia del genitore. Non è detto che debba essere la madre ad accompagnare il bimbo in vasca, soprattutto se quest’ultima ha poca dimestichezza con l’ambiente acquatico, onde evitare inutili ansie al bambino.

Inizialmente i bambini vengono tenuti in braccio o appoggiati su galleggianti appositi, sotto stretto controllo degli insegnati che coordinano e aiutano non solo i piccoli, ma anche i genitori.
Anche se il bambino è raffreddato, purché non presenti tosse o febbre, può entrare tranquillamente in acqua senza alcuna controindicazione.

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