Educare un figlio

Imparare a essere d’accordo davanti ai figli

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di Valentina Molinero il
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Educare i figli non è sempre così semplice ma, indipendentemente dall’educazione che si decide di dare ai propri figli, la cosa importante è che i genitori siano sempre d’accordo. I genitori possono anche avere opinioni diverse sulle indicazioni da dare al figlio, purché non le espongano di fronte al bambino, così da fare fronte comune e permettere al figlio di fidarsi di loro. Fino a qualche tempo fa mamme e papà avevano spesso nell’ambito della famiglia ruoli ben distinti: la madre era la persona che trascorreva più tempo con il bambino, soddisfacendo tutti i suoi bisogni ed era naturale quindi creare con lui un rapporto fatto soprattutto di affetto e coccole. Il padre, invece, diventava presto il depositario delle regole, e avendo anche meno tempo per stare insieme al figlio, di solito aveva con lui un rapporto di minore confidenza. Chi non ricorda le classiche frasi: “Quando torna papà glielo dico!” oppure “Vedrai la punizione che ti darà papà”.

Oggi, nella famiglia moderna, invece, i ruoli di mamme e papà finiscono in molti casi per coincidere e così entrambe le figure investono sulle cure del bambino e viene trascurato un po’ l’aspetto educativo. In poche parole nessuno fa il cattivo. Forse per reagire a un’educazione vissuta come troppo rigida, i genitori moderni pensano di poter educare i propri figli con la forza della persuasione, ossia convincendo e non imponendo, spiegando, spesso fino all’ossessione, ai propri figli cosa è giusto fare e cosa no, ma senza mai perdere la calma o la pazienza. In alcuni casi si arriva anche a negoziare con i propri figli quali regole stabilire e ciò che è giusto o sbagliato. La famiglia affettiva punta soprattutto a instaurare una relazione di affetto con i propri figli, delegando ad altri soggetti, tra cui soprattutto la scuola, il compito di dare le regole. Invece è molto importante dare delle regole, saper dire no e soprattutto farlo insieme, facendo fronte comune. I genitori devono dividersi i ruoli, così come si dividono i compiti e devono imparare ad educare i propri figli anche negandogli delle cose se è necessario.

Pensare che non bisogna mai dire di no è sbagliato, perché un no motivato e coerente con lo stile educativo rimanda al bambino che egli è importante agli occhi dei suoi genitori. Un’altra cosa rilevante è che questo no, esattamente come il sì, va detto dai genitori insieme. Se anche tra mamma e papà non c’è accordo su una determinata questione, è d’obbligo che decidano insieme come comportarsi e quali indicazioni dare al bambino, che deve imparare a ubbidire, non perché ha paura dell’adulto, ma perché effettivamente si fida del fatto che quello che il papà o la mamma gli dice è per il suo bene.

Riunioni serali tra madre e padre, senza figli, permettono ai genitori di esporre le proprie motivazioni, far capire al compagno il proprio punto di vista e di conseguenza arrivare entrambi ad una decisione, che sarà poi quella che verrà comunicata al bambino. Insomma essere amati dai propri figli non vuol dire anarchia, non vuol dire accontentarli su tutto e non vuol dire litigare con il proprio compagno. I genitori devono agire in due, seguire la stessa linea id condotta, così da mettere al mondo figli educati e soprattutto amati. I figlio riescono presto a riconoscere l’anello debole di una coppia e di conseguenza colui che li asseconderà e con il tempo, andranno sempre da quel genitore a chiedere il permesso così da creare una frattura nella coppia. Questa è una cosa molto negativa, oltre ovviamente la fatto che ci porta con il tempo ad avere figli senza disciplina. Educare i figli è questione di coppia e come tutto, si fa meglio in due.

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