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Il valore educativo dei giochi di ruolo

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di Marianna Pilato il
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I giochi di ruolo, nominati spesso con le abbreviazioni GDR o RPG (dall’inglese role-playing game), sono quelle attività ludiche che richiedono ai giocatori di immedesimarsi il più possibile in un determinato personaggio, sia nell’abbigliamento che negli atteggiamenti. L’eroe o eroina imitato può essere il protagonista di un romanzo, di un film, di un fumetto, di un cartone animato, di un’epoca storica oppure anche di semplice invenzione. Ciò che importa è saperlo/a impersonare nella maniera più spontanea e credibile possibile, cosa che non è sempre facile.

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I giochi di ruolo, ormai, sono amati non solo dai bambini, ma anche dagli adulti, che trovano molto divertente travestirsi e immedesimarsi in qualcun altro, quasi nel tentativo di allontanarsi dalla realtà.

Se ci si riflette un attimo, poi, non può essere contestata neppure la funzione educativa insita in tale genere di passatempo: i più piccoli, infatti, immedesimandosi per esempio in un personaggio storico, imparano automaticamente i costumi e le usanze dell’epoca in questione senza sforzarsi sui libri. Sul valore educativo dei giochi di ruolo, del resto, sono stati scritti diversi saggi da esperti di pedagogia nonché redatte delle tesi di laurea: con tali presupposti, quindi, non bisogna stupirsi più di tanto sull’introduzione dell’attività nelle scuole, cominciata nel 1993 su iniziativa dello psicoterapeuta sistemico-relazionale Michele Widenhorn presso le scuole del litorale romano.

C’è da precisare, inoltre, che i giochi di ruolo possono essere suddivisi in tre tipologie differenti:

Giochi di ruolo da tavolo, attorno al quale si riunisce un gruppo di persone avvalendosi di supporti quali carta, matite, dadi ed eventualmente miniature;

Giochi di ruolo dal vivo (conosciuti anche sotto la sigla LARP dall’inglese Computer Role-playing game), derivati da quelli da tavolo, che prevedono sessioni dal vivo durante cui i giocatori in costume mostrano le loro abilità con armi o coreografie marziali, a seconda del genere;

Giochi di ruolo on line, attraverso cui i giocatori possono sfidarsi anche a distanza, dialogando e costruendo la storia per mezzo di chat o email;

Videogiochi di ruolo (CRPG, Computer Role-playing game), derivati anch’essi dai giochi da tavolo e basati su concetti simili, giocati da uno o più partecipanti connessi ad Internet, dove spesso viene ricreato un mondo virtuale permanente in linea con le caratteristiche dei personaggi interpretati.

In ogni caso, i giocatori sia grandi che piccoli, migliorano le loro capacità interpretative gradualmente, poiché di partita in partita si riesce ad entrare sempre di più nella parte che si recita. Anche i valori educativi, di conseguenza, verranno acquisiti col tempo dai ragazzi che si appassionano nello scoprire un po’ per volta tutto ciò che ruota attorno al beniamino impersonato (origini storiche, costumi, tipo di società in cui viveva, ecc..). Non è raro, del resto, vedere intere famiglie cimentarsi in questo gioco, che ormai per loro è diventato un vero hobby facendole sentire ancora più unite.

 

 

 

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