Bimbo

Il traumatico passaggio dall’asilo alle elementari

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di Laura Pandolfi il
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L’inizio della scuola elementare rappresenta uno dei momenti più importanti e delicati nella vita di un bambino. Esso rappresenta un passaggio che coinvolge delle complesse dinamiche che non vanno sottovalutate.

Il bambino prende coscienza del fatto che è arrivato il momento di muovere i primi passi da solo. Il gioco verrà sostituito dagli impegni: il disegno e tutte le altre attività fino ad allora praticate nella scuola materna faranno posto all’introduzione di lettere, numeri e a tutti quegli elementi didattici di base che gli daranno la possibilità di entrare in contatto con il mondo esterno attraverso la lettura e la scrittura. Dovrà inoltre compiere uno sforzo di adattamento, uscendo dall’ambiente protetto conosciuto nei primi 5 anni di vita ed avventurarsi da solo in uno nuovo contesto, con le sue sfide ed i suoi rischi, dovrà essere in grado di relazionarsi con gli altri, rispettando regole di gruppo e confini propri ed altrui.

Normalmente a 6 anni il bambino ha raggiunto una sufficiente autonomia personale, iniziando ad investire le sue energie nella conoscenza e nell’assimilazione del nuovo, avanzando così nel suo processo di crescita. Per questo frequentemente egli percepisce il passaggio dalla scuola materna a quella elementare come un momento gratificante di crescita, si sente grande!

Ma è anche normale che, in un primo momento, ritrovandosi in un contesto dove tutto è nuovo, abbia paura di tutte queste novità. Il comune denominatore è un momento più o meno lungo di regressione nel quale il bambino manifesta, ognuno a proprio modo, la paura di fare un salto nel buio. Poi le novità lo attireranno e incuriosiranno, diminuiranno i pianti, e arriverà il momento il cui tutte quelle cose nuove rientreranno nella sua routine.

Ciò che è importante fare in questo passaggio così delicato è rassicurarlo, verbalmente e fisicamente, raccontargli come era per noi stare stare a scuola, cosa ci piaceva e non quando avevamo la sua età. Questo potrà rassicurarlo e aiutarlo a superare il “trauma” per la separazione dall’ambiente familiare e lo farà sentire meno solo.

In molte scuole materne già dall’ultimo anno, le maestre portano i bambini a conoscere le loro future aule, insegnanti e attività. Questo aiuta a rendere prevedibile e conosciuto tale ambiente, attraverso la conoscenza di spazi, persone e contesti, rassicurando i bambini del fatto che anche quando inizieranno a frequentare la loro nuova classe avranno ancora la possibilità di mantenere alcuni spazi per il gioco e la ricreazione.

Spesso i bambini possono presentare manifestazioni di ansia e difficoltà nell’adattarsi e tutte queste nuove situazioni: risvegli notturni, pipì a letto e tic non sono fenomeni rari nel delicato passaggio da scuola materna e elementare. Ma generalmente si tratta di semplici disturbi transitori che passano tranquillamente quando il bambino avrà acquisito sicurezza.

Non c’è da allarmarsi, l’importante è che i genitori facciano capire al bambino di aver fiducia nella sue capacità e risorse. Insegnandogli sopratutto il rispetto reciproco, aiutandolo a trovare la corretta modalità di comunicazione con bambini di lingue e culture diverse o con bambini disabili eventualmente presenti nella loro nuova classe.

Saranno poi le insegnanti a doversi inserire nel loro gruppo di bambini, comprendendo al meglio le personalità di ognuno, aiutandoli ad interagire e a farli sentire a loro agio. Attraverso la loro competenza esse dovranno dimostrarsi in grado di individuare situazioni anomale nella loro classe, ad esempio fenomeni di bullismo, consce del fatto che quella che va dai 6 ai 10 anni è la delicata fascia di età in cui i bambini imparano anche a non rivelare le loro azioni e non farsi scoprire dagli adulti per evitare le punizioni. Compito arduo dell’insegnante sarà quello di non mostrarsi mai al di fuori di tutte le problematiche del contesto classe.

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