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Il sonno del neonato: trucchi per farlo dormire

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di Mara Martini il
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 “Il neonato sano mangia e dorme”; “Appena presa la poppata si addormenta”; “Se confonde il giorno con la notte, per i genitori sono guai!”  – Questi sono alcuni ‘classici’ tramandati dalla saggezza popolare di generazione in generazione di madri, che certamente si basano su semplici e intuitive verità; ma conviene non prendere  i luoghi comuni come dei dogmi inconfutabili e non lasciarsene influenzare troppo.

Ogni bambino ha tempi e modi propri per dormire e non è detto che una volta assunta una cattiva abitudine – come quella di dormire di giorno e star sveglio di notte (“cattiva” perché deleteria per il riposo di mamma e papà!) – non si possa fare più niente perché la abbandoni.

Il sonno occupa gran parte della giornata dei lattanti. È però un sonno soggetto ad interruzioni frequenti e, disgraziatamente, i suoi orari non combaciano perfettamente con quelli degli adulti. Per quanto riguarda il riposo notturno, per esempio, può presentarsi critico soprattutto durante i primi due mesi di vita del bambino.

Da 0 a 4 mesi, il neonato può dormire fino a 20 ore giornaliere, senza alternanza fra notte e giorno; i suoi risvegli, in questa fase, sono dettati quasi esclusivamente dalle esigenze nutritive. Può anche succedere che si svegli in anticipo per la fame reclamando il suo latte; oppure, al contrario, il piccolo può continuare a dormire oltre l’orario previsto per l’ultima poppata. Niente panico e… un po’ di pazienza. Nel caso si svegli troppo presto, è bene tentare di aspettare e spostare via via in avanti la poppata della notte, aumentandola di 10 – 20 grammi quando gliela servirete: pian piano si adatterà al nuovo orario – pasto e vi lascerà dormire sereni. Se, invece, continua a dormire e salta la poppata, non svegliatelo: significa che ha più bisogno di riposo che di cibo.

Dai 4 ai 6 mesi, poi, anche il sonno dei piccoli comincia a concentrarsi maggiormente nel periodo notturno (con una media di 9 – 10 ore per notte), imitando il ritmo seguito dagli adulti. Mentre dai 6 ai 12 mesi, il riposo diurno si riduce a circa 3-4 ore suddivise in due sonnellini – mattutino e pomeridiano.

 

Trucchi universali e infallibili per far addormentare rapidamente i neonati e rendere il loro sonno il più regolare possibile… forse non esistono. Ma è possibile cercare fin da subito di instaurare una routine, un “rito bella buona notte” fatto su misura per nostro figlio. Lo schema-tipo – bagnetto, pappa, coccole, ninna-nanna, culla – può essere personalizzato con aggiunte e varianti.  Si potrà ad esempio: fargli bere un sorso (non di più, per evitare che bagni il pannolino di lì a poco!) di tisana dal biberon, oppure sussurrargli dolci paroline nell’orecchio, o quando è più grandicello, leggergli una fiaba e fargli “salutare” giocattoli e peluches. E poi, smorzare le luci, e abbassare il volume di televisore e stereo per calmarlo e fargli capire che è arrivato il momento della nanna. È importante, inoltre, abituarlo sin da molto piccolo a prendere sonno nel suo lettino, anziché addormentarlo fra le nostre braccia per poi trasferirlo nella culla. In questo modo potrebbe svegliarsi e, trovandosi disorientato, scoppiare in un pianto dirotto.

Se ci troviamo in vacanza, a casa di amici o parenti, o comunque trascorriamo la notte fuori casa, dovremmo cercare, per quanto possiamo, di riprodurre la routine “pre-sonno” casalinga. Un consiglio utile per infondere tranquillità al bimbo anche quando siamo fuori è quello di metterlo a dormire nella carrozzina – circondato da oggetti che gli sono familiari – piuttosto che in una culla o in un letto sconosciuti. Il trucco funzionerà ancora meglio se l’avremo abituato già a casa a dormire in carrozzina qualche sera ogni tanto.

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