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Rooming-in. Cos’è e come funziona

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di Mara Martini il
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Il Roomingin – espressione che possiamo più o meno tradurre con: “insieme nella stessa stanza” – è una modalità di degenza per puerpere e neonati che dai Paesi anglosassoni va diffondendosi sempre più anche nei reparti maternità dei nostri ospedali.

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È una formula che permette alla neomamma di tenere con sé il bambino sin dalle prime ore di vita – cioè subito dopo che sia stato sottoposto ai controlli di rito -, ed iniziare ad allattarlo quando egli ne manifesti il bisogno, anziché “incontrarlo” solo ad intervalli fissi di 3-4 ore in occasione delle poppate stabilite dalla struttura ospedaliera.

Secondo studi recenti, il contatto stretto e pressoché ininterrotto fra madre e bimbo sin dai primi istanti successivi al parto sortirebbe non pochi benefici su entrambi, perché faciliterebbe lo sviluppo della relazione affettiva esclusiva fra i due – fondamentale per la vita del bambino nei suoi primi tre anni ma anche per il benessere della mamma. Dal punto di vista chimico, infatti, indurrebbe in entrambi la produzione di ossitocina, l’ormone dell’affetto’, e preverrebbe lo sviluppo di forme di depressione postparto nella madre.

Come in un circolo virtuoso, poi, lo stare “pelle a pelle” stimolerebbe l’attaccamento al seno del piccolo, e questo, a sua volta, favorirebbe e intensificherebbe la montata lattea nella mamma. Stando ai promotori del rooming-in, la vicinanza fra madre e bebè sarebbe la fisiologica prosecuzione del legame che si è creato fra i due durante i nove mesi di gestazione: sarebbe, insomma, molto più “secondo natura” sistemare il bebè nella stessa stanza della madre piuttosto che trasferirlo nella nursery.

Insomma, il servizio di rooming-in può essere davvero una bella opportunità.

 

È anche possibile però che alcune mamme – specie quelle che hanno avuto un travaglio lungo o un parto difficile – preferiscano, comprensibilmente, riposarsi un po’ prima di calarsi nel nuovo importante ruolo che le attende, prima di dedicarsi completamente all’accudimento del loro piccolino. Come sempre quando si tratta di parto e dintorni, ogni donna, dopo essersi adeguatamente informata, ha diritto di scegliere la soluzione che la rende più tranquilla e serena.

 

Se siete abbastanza vicine al parto e l’idea del roomingin vi sembra interessante, vi suggeriamo di cominciare a ricercare sin da ora gli ospedali e le cliniche della vostra zona che praticano questo tipo di degenza, e “prenotarla” per tempo. Avrete inoltre la possibilità di optare fra due modalità di rooming-in: quello 24 ore su 24, che prevede che il bambino resti in camera con la madre anche durante le ore notturne; e la forma parttime, in cui il bimbo trascorre la notte nella nursery, fatti salvi i momenti in cui viene portato dalla mamma per essere allattato.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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