Psicologia infantile

Il picacismo, un disturbo alimentare dell’infanzia

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di Michela Gregoris il
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Si tratta di un disturbo alimentare che colpisce soprattutto i bambini (ma a volte anche gli adulti, soprattutto le donne in gravidanza) e porta a mangiare materiali non commestibili (come per esempio terra o carta).

Ne soffre tra il 10 e il 32% dei bambini di età compresa fra 1 e 6 anni, ma avolte colpisce anche gli adulti, in particolare le donne incinte e chi soffre di autismo. La comparsa del disturbo spesso è legata alla carenza di alcuni nutrienti nella dieta del bambino o dell’adulto, per esempio mancanza di ferro o di zinco possono far insorgere questo insolito desiderio di nutrirsi con sostanze non alimentari.

Generalmente, chi soffre di picacismo tende ad assumere materiali quali:

  • terra
  • feci di animali
  • sabbia
  • argilla
  • palle di pelo
  • ghiaccio
  • vernice

Perché il comportamento possa rientrare nel picacismo, esso dovrebbe durare come minimo un mese, e non essere quindi un episodio sporadico.

Nel caso in cui il disturbo sia effettivamente dovuto a una carenza alimentare, una volta riequilibrata la dieta esso sparirà. Ma a volte, invece, il picacismo è un vero e proprio disturbo ossessivo-compulsivo e va trattato con l’aiuto di uno psicoterapeuta, come per esempio nei casi di schizofrenia, autismo o ritardo mentale.

Il picacismo può rivelarsi molto pericoloso: se si ingeriscono sostanze tossiche, per esempio, si può incorrere nel rischio di avvelenamento, oltre naturalmente ai danni che può subire l’apparato digerente (a volte, infatti, il picacismo si manifesta anche con l’ingestione di enormi quantità di prodotti che si utilizzano per preparare da mangiare, come per esempio farina, riso crudo, patate crude). In caso di ingestione di terra o altre sostanze non pulite, si può incorrere in infezioni di vario genere.

Quindi, se vi accorgete che vostro figlio ingerisce spesso materiali non commestibili, è bene rivolgersi subito al medico, procedere con gli esami per escludere conseguenze come avvelenamento da piombo o altre infezioni e assicurarsi che il problema non risieda in una mancanza di nutrienti (anemia o malnutrizione). In seguito, se il problema non è dovuto a cause fisiche, sarà bene rivolgersi, su consiglio del pediatra, a uno psicoterapeuta e accertarsi se è presente un disturbo psichico.

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