Parto

Il parto pilotato

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di Giusy Ragni il
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Quasi ogni donna partorisce in modo naturale e spontaneo al momento giusto; in alcuni casi, però per un eventuale ritardo nell’arrivo delle doglie e del travaglio,  specie se il ritardo è troppo prolungato o si presentano altre complicazioni,  l’equipe presente in sala parto può decidere di “indurre”  il parto.

La metodologia è semplice e immediata,  e consiste nel forare il sacco amniotico e provocare la cosiddetta “rottura delle acque” , che di norma avviene quando il collo uterino è dilatato. Una volta rotte le acque il parto viene ulteriormente stimolato con una flebo per via endovenosa di ossitocina, che è l’ormone naturale che scatena  le contrazioni dell’utero in condizioni normali e spontanee; per indurre il travaglio viene usato anche un gel a base di prostaglandine, che viene  introdotto in vagina con un applicatore, in quantità tale da favorire la dilatazione del collo dell’utero.

In questo modo avviene l’inizio artificiale del travaglio: il parto pilotato è consigliato e spesso necessario quando la gravidanza è oltre il termine, quando cioè sono passati dieci giorni dalla data del parto, ma anche quando viene registrata sofferenza fetale. Fuori data l’avvio spontaneo del travaglio è difficile che si verifichi,  ma aumentano i rischi di complicazioni molto gravi.  

Il parto indotto è necessario anche quando si è verificata la rottura del sacco amniotico in modo spontaneo, ma non si avvia il travaglio, in questo caso è sconsigliabile aspettare oltre le 12 ore, per il rischio di infezioni. Un’altra condizione che richiede il parto pilotato è quando la futura mamma è portatrice di patologie quali l’ipertensione, e il diabete.

Non sempre però le varie tecniche di parto pilotato danno ottimi risultati: in quel caso i medici valutano la situazione e nella maggioranza dei casi viene eseguito un parto cesareo; oltre a queste motivazioni, il ginecologo presente in sala parto può optare per un cesareo perché la madre è troppo stanca per spingere, o la dilatazione non arriva nemmeno con l’aiuto dei farmaci a un livello ottimale per poter far nascere il bimbo.

Il parto pilotato non ha controindicazioni o particolari complicanze, l’unico neo è l’immediatezza delle contrazioni a un livello molto alto, quindi di dolore molto forte nel giro di pochi minuti, in caso di somministrazione con flebo di ossitocina; e di bruciore ai genitali nel caso di somministrazione interna con il gel, in ogni caso,  nulla di non sopportabile per una donna che sta facendo nascere la sua creatura.

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